Abito popolare e sfilate tradizionali: la protesta di una cittadina sul rispetto delle delibere ad Alghero
Caterina Salerno richiama l'attenzione dell'Amministrazione sul rispetto della delibera di Giunta n. 147 e sulla partecipazione delle associazioni alle manifestazioni folcloristiche.
Il dibattito sulla tutela della storia e dell’identità locale ad Alghero si arricchisce della presa di posizione di una cittadina, Caterina Salerno, che attraverso un intervento pubblico chiede all’Amministrazione comunale di fare chiarezza sul rispetto dei provvedimenti vigenti relativi all’abito popolare della città.
Al centro della segnalazione vi è la delibera di Giunta n. 147 del 1° giugno 2026, atto che «affida a storici, studiosi e antropologi, una ricerca su l’abito popolare della città di Alghero». Secondo la cittadina, tuttavia, la disposizione verrebbe disattesa: «Non solo, (qualcuno) continua a partecipare a manifestazioni folcloristiche, sfilate di costumi, manifestazioni popolari, con abiti “variopinti” che ad oggi non sono mai stati riconosciuti da nessun marchio identitario. Quindi mi chiedo: è mai possibile che si debba fare sfregio impunemente di una delibera di Giunta?».
Nel suo intervento, Salerno richiama il valore culturale dell’abito tradizionale: «La cultura è identità, tradizione, storia, indossare un costume è un rito (la vestizione in molti paesi è sacra), è un rito magico dove la famiglia, gli amici ti aiutano a indossare il costume, e tu devi, con onore, rappresentare la tua città, i tuoi cittadini, i tuoi avi, la storia e la tradizione. Perché ho l’impressione che si confonda tradizione con folclore. Credo sia utile che l’amministrazione intervenga urgentemente, per frenare questa situazione, che alla fine mette in ridicolo la città».
A supporto della propria ricostruzione, la cittadina cita alcuni eventi recenti e futuri: «Infatti anche ieri a Palau in una manifestazione pubblica, era presente un gruppo di Alghero (sulla locandina non identificato). Leggo che alla festa del Redentore a Nuoro c’è già iscritto un “gruppo culturale di cultura algherese” per la sfilata del 23 Agosto. Questa cosa mi indegna e mi fa arrabbiare… si continua a partecipare nonostante una delibera che dice alle associazioni STOP aspettiamo la commissione e vediamo il risultato delle ricerche».
Un altro passaggio del testo fa riferimento agli atti istituzionali e alle comunicazioni ufficiali dell’Ente: «Anche perché, a quanto scritto dall’Assessore Marinaro in una comunicazione all’Assessora della cultura della città di Sassari in occasione della manifestazione della cavalcata Sarda, ad oggi nella città di Alghero c’è soltanto un’associazione riconosciuta e autorizzata a partecipare a manifestazioni, con atto di delibera di Giunta del 25/5/2005, l’associazione Porta D’Oro che ha tutti i titoli sino ad annullamento della precedente delibera. Perché quando sei nella sfilata e qualcuno ti chiede: questo è il costume di Alghero e tu rispondi SI è una risposta non veritiera».
«Quindi se si ha tutta questa smania di apparire, di fare i paladini, di avere gloria, ci sono tante altre manifestazioni a cui poter partecipare anche senza autorizzazione, per esempio i carnevali estivi», prosegue Salerno, concludendo con un richiamo alla serietà: «Quindi bisogna essere seri e rispettosi, perché questo atteggiamento non solo è offensivo ma si rischia il ridicolo. Spero vivamente in un intervento autorevole del sindaco, degli assessori e di tutti i consiglieri comunali. Tuteliamo la nostra bellissima città, la nostra identità e storia».

















