Università ad Alghero, Mulas: «Bilancio deludente, servono investimenti e nuovi corsi»
Il consigliere comunale evidenzia lo stato degli immobili concessi all'ateneo, il confronto con la crescita del polo di Olbia e chiede all'Università di Sassari una visione strategica su turismo e nautica.
A oltre vent’anni dall’istituzione della Facoltà di Architettura e dall’apertura della sede algherese, il consigliere comunale del PSd’Az, Christian Mulas, traccia un bilancio dell’esperienza universitaria in città, definendolo «profondamente deludente». «Alghero ha creduto nell’Università e lo ha dimostrato con i fatti, mettendo a disposizione alcuni dei suoi immobili pubblici più prestigiosi: il complesso di Santa Chiara, il Palazzo del Pou Salit e l’ex Asilo Magnanelli», dichiara Mulas, ricordando che tali strutture avrebbero dovuto costituire il fulcro di un progetto di rigenerazione urbana, ricerca e sviluppo economico.
La situazione attuale, secondo il rappresentante del PSd’Az, presenta tuttavia diverse criticità: «Gli immobili comunali concessi all’Università, la cui manutenzione ordinaria e straordinaria è prevista dagli accordi in essere, versano in condizioni che destano seria preoccupazione. Interrogazioni e ripetute segnalazioni in Consiglio comunale non hanno prodotto alcun risultato concreto. È inaccettabile che beni appartenenti alla collettività vengano lasciati in uno stato di evidente incuria».
Oltre al nodo della gestione degli edifici, la nota si concentra sull’assenza di un piano strategico a lungo termine: «In oltre due decenni non è stato costruito un progetto strategico capace di incidere realmente sul futuro della città. Non basta poter vantare una sede universitaria: essa deve dialogare con il territorio, generare opportunità, ampliare l’offerta formativa e diventare un motore di sviluppo per Alghero e per l’intera Riviera del Corallo».
Nel testo viene tracciato anche un parallelo con altre realtà regionali: «Il confronto con Olbia è inevitabile. Mentre il polo universitario di UniOlbia continua a crescere con nuovi corsi di laurea, importanti investimenti, una cittadella universitaria da 464 posti letto e una sempre maggiore vocazione internazionale, capace di attrarre studenti da tutta Italia e dall’estero, Alghero appare ferma. La Gallura investe sul proprio futuro, mentre la nostra città rischia di rimanere ancorata ai risultati del passato».
Un passaggio del comunicato è rivolto direttamente alla governance dell’Ateneo sassarese: «Dal Rettore ci saremmo aspettati una maggiore attenzione nei confronti di Alghero, una maggiore cura per gli immobili concessi dalla città e una visione più coraggiosa e ambiziosa per il futuro del polo universitario algherese. Con l’avvicinarsi della conclusione dell’attuale mandato rettorale, auspichiamo che venga lasciato un segnale concreto di riconoscenza verso una città che ha sempre sostenuto l’Università».
Infine, il consigliere propone l’attivazione di percorsi didattici legati alle specificità economiche locali: «Alghero è uno dei principali poli turistici del Mediterraneo e ospita uno dei porti turistici più importanti d’Italia. Perché non investire in corsi di laurea dedicati al turismo sostenibile, all’economia del mare, alla progettazione della nautica e al design nautico? Sarebbe una scelta perfettamente coerente con l’identità della città e con le esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione».
«L’Università deve tornare a essere un autentico motore di sviluppo, innovazione e crescita, non una semplice presenza istituzionale. Alghero non chiede privilegi. Chiede rispetto per il proprio patrimonio storico, investimenti adeguati, progettualità e una visione all’altezza della sua storia, delle sue potenzialità e del ruolo che può svolgere nel panorama universitario e turistico della Sardegna», conclude Christian Mulas, sollecitando l’assunzione di responsabilità da parte della politica regionale e delle istituzioni coinvolte.

















