Carnevale Estivo, Langella: «Porto Torres va tutelata»
L’esponente politico sostiene che le manifestazioni identitarie debbano essere valorizzate nel luogo in cui sono nate e non replicate altrove.
Il tema della valorizzazione delle identità locali e delle strategie di promozione turistica torna al centro del dibattito. Gianfranco Langella, esponente di Destra Democratica Italiana, interviene sulla tendenza, a suo giudizio, di replicare in più territori manifestazioni già affermate, sostenendo che questa scelta rischi di indebolire gli eventi che hanno costruito nel tempo una propria riconoscibilità.
«C’è un errore che la politica continua a ripetere: pensare che basti distribuire gli stessi eventi in tutti i comuni per fare turismo. È l’esatto contrario», afferma Langella.
Nel suo intervento cita il Carnevale Estivo di Porto Torres, definendolo «una tradizione costruita negli anni con sacrifici, passione e identità», diventata un appuntamento conosciuto in Sardegna e anche oltre i confini regionali. «Replicarlo altrove – sostiene – significa inevitabilmente sminuirne il valore, togliendo forza proprio a ciò che lo aveva reso unico».
Langella richiama poi l’esempio del Capodanno di Alghero, ricordando come, a suo avviso, la diffusione di eventi analoghi in altre città ne abbia ridotto la capacità attrattiva. «Da grande richiamo turistico è diventato uno dei tanti appuntamenti, perdendo quell’esclusività che lo rendeva speciale», osserva.
A sostegno della propria tesi porta anche il caso della Cavalcata Sarda: «Nessuno si sognerebbe di organizzare una Cavalcata Sarda identica ad Alghero, perché quella manifestazione appartiene a Sassari ed è parte della sua storia. Allo stesso modo, ogni territorio dovrebbe difendere e valorizzare la propria identità, non copiarla».
Secondo l’esponente di Destra Democratica Italiana, la promozione turistica dovrebbe puntare sulla valorizzazione delle peculiarità di ciascun territorio attraverso eventi originali e riconoscibili. «Ogni territorio deve distinguersi per ciò che sa creare, non per ciò che copia. Le tradizioni si valorizzano, non si imitano», afferma.
Langella sostiene inoltre che le manifestazioni divenute simbolo di una città dovrebbero essere sostenute e promosse dall’intera Sardegna, anziché replicate in altri contesti. «Quando una manifestazione diventa il simbolo di una città, va resa ancora più forte, più attrattiva e più conosciuta, perché il suo successo porta benefici all’intera Sardegna. Copiarla, invece, significa indebolirla, disperderne il valore e trasformare un’eccellenza in una delle tante feste paesane», dichiara.
Nel suo intervento esprime infine preoccupazione per quella che definisce una prassi sempre più diffusa. «Negli ultimi anni sembra che il modus operandi sia diventato proprio questo: prendere ciò che funziona in una città e replicarlo altrove. Ma così non si crea economia. Si indeboliscono gli sforzi di chi ha investito per decenni nel costruire un evento, si alimentano inutili rivalità tra territori e si impoverisce l’offerta turistica dell’intera isola».
In conclusione, Langella ribadisce la necessità di una strategia fondata sull’identità e sull’originalità delle proposte: «Il turismo ha bisogno di identità, coraggio e visione. Ogni città deve distinguersi con idee proprie, non vivere di imitazioni». E conclude: «Le eccellenze non si copiano: si rispettano, si promuovono e si fanno crescere nel luogo dove sono nate. Solo così vince davvero tutta la Sardegna».
















