Regole e divieti nei campi boa ad Alghero: FdI contesta la nuova ordinanza

Il partito di opposizione esprime forte preoccupazione per le restrizioni della Capitaneria e chiede l'apertura di un confronto pubblico sulla fruizione del mare.

Il dibattito sulla gestione delle coste e delle acque algheresi si arricchisce di un nuovo capitolo politico. Dopo le recenti discussioni sul disciplinare dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana, Fratelli d’Italia Alghero interviene duramente sull’ordinanza numero 29/2026, emanata lo scorso 17 giugno dalla Capitaneria di Porto locale. Il provvedimento, che regola la navigazione, l’ormeggio e la balneazione nei campi boa ricreativi interni all’area protetta, viene giudicato dall’opposizione come un insieme di limitazioni sproporzionate rispetto alla normale attività turistica e diportistica.

Pur riconoscendo la validità dei principi di sicurezza e tutela ambientale alla base dell’atto, gli esponenti di Fratelli d’Italia denunciano un progressivo irrigidimento delle regole che rischierebbe di trasformare il mare in un luogo in cui «tutto è vietato salvo ciò che viene espressamente autorizzato». Secondo il partito, l’effetto combinato delle nuove norme starebbe delineando un quadro iper-regolatorio dannoso per l’economia locale e per il tempo libero dei residenti.

L’affondo politico si concentra su alcune specifiche prescrizioni tecniche introdotte dall’autorità marittima. Tra queste, viene criticato il divieto assoluto di ancoraggio negli specchi acquei occupati dai campi boa, una misura che di fatto azzera ogni possibilità di sosta libera alternativa per le imbarcazioni.

Notevoli perplessità vengono sollevate anche sulle modalità previste per la balneazione. L’ordinanza stabilisce infatti che il bagno sia consentito esclusivamente alle persone già a bordo delle unità ormeggiate e solo nello spazio compreso tra la boa e la prua del mezzo, vietando la permanenza in acqua a poppa, l’area solitamente utilizzata per le discese in mare. A questo si aggiungono l’obbligo di interrompere le attività in acqua durante le manovre delle barche vicine e la necessità di utilizzare galleggianti e bandiere di segnalazione per fare il bagno al di fuori della zona strettamente consentita. Prescrizioni che, secondo la nota politica, risultano difficilmente compatibili con un uso ricreativo del mare.

Il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia evidenzia come negli ultimi anni si sia assistito a una costante stratificazione di vincoli burocratici, restrizioni alla navigazione e regolamenti sempre più stringenti. Una tendenza che rischierebbe di allontanare i diportisti, i cittadini e gli operatori nautici da un territorio che vive storicamente di turismo legato all’economia del mare.

La nota si conclude con un appello formale affinché si apra un dibattito pubblico sul tema. L’obiettivo richiesto è il coinvolgimento diretto di tutte le parti in causa – dalle istituzioni ai pescatori, fino a diportisti, operatori turistici e residenti – per trovare una sintesi equilibrata. Per il partito di centrodestra, infatti, proteggere l’ecosistema marino deve significare governare l’equilibrio tra tutela e sviluppo sostenibile, evitando una politica di divieti che rischi di desertificare la fruizione delle acque algheresi.

19 Giugno 2026