Capo Caccia, lo sdegno di Mulas: «Servizi inesistenti, una vergogna per il turismo»

Il Presidente della Commissione Ambiente denuncia la chiusura dello storico punto ristoro e la carenza di bagni: «Situazione intollerabile, la Città Metropolitana intervenga subito»

«Una situazione ormai divenuta intollerabile». Non usa mezzi termini Christian Mulas, Presidente della Commissione Consiliare Ambiente dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia, per descrivere lo stato di abbandono in cui versa uno dei siti naturalistici più iconici della Sardegna. A pochi passi dalle Grotte di Nettuno e dalla Grotta Verde, l’assenza di servizi essenziali sta diventando un biglietto da visita indecoroso per le migliaia di turisti che scelgono la Riviera del Corallo.

Al centro della polemica c’è la chiusura prolungata dello storico bar e punto vendita gadget. Una struttura operativa per oltre sessant’anni, nata originariamente come casa del custode, che oggi appare come un relitto del passato. A pesare non è solo la perdita di un punto di riferimento storico, ma la cronica mancanza di servizi igienici adeguati: oggi, per un flusso costante di visitatori, l’unico wc a disposizione rimane quello della biglietteria delle Grotte. «È impensabile – tuona Mulas – che turisti provenienti da tutto il mondo non possano usufruire dei servizi minimi».

L’appello alla Città Metropolitana Nonostante le interlocuzioni avviate già dallo scorso anno con la Provincia di Sassari, il nulla di fatto persiste. Con l’avvio della nuova stagione turistica, Mulas lancia un appello accorato al presidente della Città Metropolitana di Sassari, Gavino Mascia: è necessario un intervento urgente e sinergico con il Comune di Alghero.

La richiesta è chiara: sbloccare il trasferimento dell’immobile al Comune per consentire una gestione efficiente. L’ipotesi sul tavolo è quella di affidare la struttura all’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, soggetto che già opera sul territorio con competenza e che potrebbe garantire la riapertura in tempi brevi.

«La politica batta un colpo» Per Mulas, la chiusura del locale non è un caso isolato, ma il sintomo di una gestione inefficiente che penalizza l’immagine della Sardegna. «La reiterata chiusura è il simbolo di una grave disattenzione verso un patrimonio unico», continua il Presidente della Commissione. «La politica deve tornare a fare la sua parte, accelerando i processi decisionali. Il turismo non può attendere, e non può essere ostaggio dell’immobilismo».

2 Maggio 2026