Turismo, Di Gangi (FdI): «Addizionale sui voli nemica della destagionalizzazione»

Marco Di Gangi chiede l'abolizione dell'addizionale comunale: «Le compagnie investono dove i costi sono bassi, l'isola rischia di perdere terreno rispetto a Calabria e Sicilia».

Il dibattito sul rilancio del sistema aeroportuale sardo si accende e vede schierarsi in prima linea Marco Di Gangi, responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia. Al centro della contesa c’è l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, un balzello che secondo l’esponente del partito di Giorgia Meloni rappresenta il principale freno alla competitività dell’isola.

L’appello lanciato dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna trova dunque una sponda politica immediata. Per Di Gangi, l’abolizione della tassa non è più una possibilità, ma una «scelta non più rinviabile». Sotto accusa ci sono i 7 euro a passeggero che gravano su ogni biglietto, una cifra che incide pesantemente sulla capacità di attrarre nuovi voli, specialmente nei mesi di bassa stagione.

«Questa tassa produce l’effetto esattamente opposto a quello necessario per superare la stagionalità del nostro turismo — spiega Di Gangi —. Le compagnie aeree investono dove i costi sono più bassi e riducono l’offerta dove il carico fiscale è insostenibile. È una dinamica di mercato semplice che la politica non può più ignorare».

Fratelli d’Italia punta il dito verso i modelli di successo già attuati nella penisola. Esempi come la Calabria, che ha azzerato l’imposta vedendo crescere i flussi e trasformando scali marginali in basi strategiche, ma anche Friuli Venezia Giulia, Abruzzo e Sicilia. Regioni che, secondo Di Gangi, hanno avuto la visione necessaria per raccogliere risultati concreti, mentre la Sardegna rischierebbe di perdere terreno e investimenti preziosi.

La posizione di FdI è netta: ridurre il carico fiscale sul trasporto aereo è l’unica via per rendere l’isola davvero competitiva e allinearsi alle richieste del sistema imprenditoriale. Il messaggio finale è un sollecito diretto ai vertici della Regione: «Servono scelte rapide e concrete — conclude Di Gangi —. La giunta Todde non può più aspettare, è il momento di assumere una decisione chiara».

3 Aprile 2026