Emergenza 118 e liste d’attesa, Tedde: «La sanità sarda affonda tra liti di potere e aule di tribunale»

Il consigliere azzurro punta il dito contro l'interim della Presidente: «Mancano 70 medici nelle ambulanze, ma la Regione pensa solo alle poltrone».

«Le scorie e le macerie lasciate dalle liti e dalle risse sul poltronificio della sanità stanno producendo effetti devastanti su un sistema sanitario sardo già di per se fragile». Lo dichiara il consigliere nazionale di Forza Italia, Marco Tedde, intervenendo sulla situazione della sanità nell’isola. «Per settimane la presidente della Regione Alessandra Todde e i partiti del cosiddetto campo largo, a partire dal Partito Democratico, si sono consumati in un braccio di ferro sulle nomine ai vertici delle aziende sanitarie, trasformando la sanità in un vero e proprio risiko politico. Il risultato è una situazione confusa e fragile che oggi presenta il conto: contenziosi legali, instabilità nella gestione delle aziende e un sistema sanitario sempre più in difficoltà».

Secondo Tedde, l’ennesimo capitolo di questa vicenda è rappresentato dalla crescente battaglia giudiziaria tra manager sanitari. «Il ricorso presentato dall’ex direttore generale Marcello Tidore contro la nomina di Aldo Atzori alla guida della Asl 8 di Cagliari chiede l’annullamento degli atti e richiama esplicitamente la sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il commissariamento delle aziende sanitarie. Nel ricorso si evidenzia infatti che, venuto meno il commissariamento, la Regione non avrebbe potuto fare altro che ripristinare il rapporto di lavoro con i direttori generali, perché risolto anticipatamente in modo illegittimo».

«Analoghi ricorsi sono stati presentati anche da Marcello Acciaro contro la nomina di Antonio Irione alla Asl Gallura e dall’ex direttrice generale di Areus Simonetta Cinzia Bettelini. A questi si aggiungono le iniziative giudiziarie di Agnese Foddis, già alla guida dell’azienda Brotzu, e di Giuliana Campus, ex direttrice della Asl del Sulcis, che hanno a loro volta deciso di rivolgersi ai giudici amministrativi». «L’unico caso in cui finora il Tribunale amministrativo ha disposto il reintegro è quello di Flavio Sensi alla Asl di Sassari. Un precedente che dimostra quanto temeraria e giuridicamente discutibile sia stata l’intera operazione di azzeramento dei vertici della sanità sarda».

«Il prossimo pronunciamento dei giudici amministrativi è atteso per il 25 marzo e potrebbe aprire un ulteriore capitolo di incertezza». Per Tedde il problema resta politico. «Nel frattempo la presidente Alessandra Todde continua a gestire la sanità sarda come se fosse un suo potentato politico, mantenendo l’interim dell’assessorato e accentrando decisioni strategiche, senza però avere le competenze e il tempo necessario per seguire un settore così complesso e delicato e senza produrre risultati concreti per i cittadini». Il quadro, secondo l’esponente di Forza Italia, è sotto gli occhi di tutti: «Liste d’attesa chilometriche, reparti ospedalieri senza medici, servizi territoriali sempre più in affanno e cittadini che spesso rinunciano alle cure o sono costretti a rivolgersi alla sanità privata».

Tedde richiama anche la grave situazione dell’emergenza-urgenza: «Nel sistema del 118 regionale mancano circa 70 medici sui 144 previsti. In molte sedi le ambulanze partono senza medico a bordo e questo significa che il luogo in cui avviene un’emergenza può fare la differenza tra ricevere o meno cure tempestive». «Questo è il vero risultato del poltronificio sanitario – conclude Marco Tedde –: una sanità paralizzata dalle lotte di potere, dalle scelte improvvisate e ora anche dai ricorsi nei tribunali, mentre i cittadini sardi continuano a pagare il prezzo più alto».

11 Marzo 2026