Anfiteatro di Alghero, FdI contro il bando eventi: «Criteri troppo restrittivi, esclusi i sardi»

Il partito contesta il requisito dei 3.500 spettatori per gestire i concerti: «Rischio di un monopolio per pochi grandi soggetti nazionali».

Fratelli d’Italia Alghero solleva dubbi sull’avviso pubblico recentemente emanato dalla Fondazione Alghero per la programmazione degli eventi estivi del biennio 2026-2027 presso l’Anfiteatro Ivan Graziani. Pur riconoscendo l’utilità degli avvisi esplorativi, il partito contesta l’introduzione di nuovi criteri giudicati eccessivamente penalizzanti per il tessuto economico sardo.

Al centro della polemica c’è l’obbligo, previsto dal bando, di aver organizzato negli ultimi cinque anni eventi con almeno 3.500 spettatori paganti. Secondo gli esponenti di FdI, questo requisito restringe drasticamente la platea dei partecipanti, escludendo di fatto gran parte dei professionisti e delle imprese culturali locali e regionali che hanno contribuito alla crescita del territorio negli ultimi anni. Una scelta che, per il coordinamento cittadino, contraddice l’obiettivo di favorire una consultazione di mercato ampia e rischia di trasformare la programmazione culturale in un ambito riservato esclusivamente a pochi grandi soggetti nazionali o internazionali.

Fratelli d’Italia sottolinea come la gestione degli eventi debba rappresentare uno strumento di crescita economica e occupazionale per Alghero. Pur non escludendo il valore aggiunto dei grandi operatori esterni in termini di visibilità, il partito invoca un modello più equilibrato capace di mettere in relazione le grandi produzioni con la filiera locale. L’obiettivo deve essere quello di garantire reali possibilità di accesso a chi opera stabilmente in Sardegna, basando la selezione su procedure chiare e coerenti che valorizzino le competenze del territorio e il corretto utilizzo delle risorse pubbliche.

Alla luce di queste considerazioni, arriva la richiesta formale alla Fondazione Alghero di rivedere l’impostazione dell’avviso, con particolare attenzione ai requisiti di accesso. “Solo attraverso un chiarimento del quadro giuridico e un’apertura verso le realtà locali” – conclude la nota –  “sarà possibile costruire una stagione estiva credibile, inclusiva e realmente funzionale allo sviluppo della città”.

5 Febbraio 2026