Asl Sassari, il Tar annulla il commissariamento: «Illegittima la rimozione di Sensi»

I giudici amministrativi recepiscono lo stop della Consulta alla riforma regionale. L'affondo di Tedde (FI): "Governo Todde bocciato, è un pasticcio che paralizza la sanità".

Nuove turbolenze giudiziarie investono l’assessorato regionale alla Sanità. Con una sentenza pubblicata in data odierna, il Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna ha dichiarato illegittima la rimozione del direttore generale della Asl di Sassari, Flavio Sensi, e la conseguente nomina di un commissario straordinario per sostituirlo. Il pronunciamento dei giudici amministrativi recepisce la recente decisione della Corte Costituzionale, che aveva già rimosso dall’ordinamento la norma regionale su cui si basava l’avvicendamento ai vertici dell’azienda sanitaria.

La decisione del tribunale ha immediatamente riacceso il dibattito politico. Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia, interviene con una nota durissima, parlando di un “doppio schiaffo” che certificherebbe l’inadeguatezza della gestione targata Alessandra Todde.

“Ancora una volta l’azione di governo della Todde viene bocciata da un organo giudiziario”, attacca l’esponente azzurro. “Dopo il clamoroso stop della Corte Costituzionale, arriva ora il ceffone del Tar che certifica il pasticcio amministrativo prodotto dall’esecutivo regionale. Il tribunale ha ristabilito lo status quo ante, confermando che la titolarità delle funzioni resta in capo all’assetto originario: ogni forzatura politica imposta dalla Giunta si rivela così per quello che è stata, un abuso travestito da riforma”.

Secondo l’analisi di Tedde, l’instabilità ai vertici della sanità del nord Sardegna avrebbe causato danni tangibili al sistema e all’utenza. “Le conseguenze di questa gestione ricadono sulla comunità e sugli operatori, costretti a subire mesi di incertezza e paralisi decisionale. Siamo di fronte all’improvvisazione di una Giunta che ha giocato con la sanità dei sardi. Ora basta propaganda: è tempo di ripristinare serietà e legalità, perché la salute è un diritto fondamentale che non può essere terreno di sperimentazione ideologica”.

Dal palazzo di via Roma, per ora, non giungono repliche ufficiali alla sentenza, che di fatto obbliga la Regione a rivedere le procedure di nomina e la governance dell’Asl sassarese, riaprendo una partita che si credeva chiusa con il commissariamento.

15 Gennaio 2026