Sanità, l’affondo di Tedde: “Nomine di fine anno per blindare la Giunta e scaricare i costi sui sardi”
Il consigliere nazionale di Forza Italia attacca il 'metodo Todde' dopo il blitz del 31 dicembre: "Fuga in avanti per sfruttare lo scudo erariale, ora la Regione rischia risarcimenti milionari".
Il nuovo anno si apre all’insegna dello scontro frontale sulla gestione della sanità pubblica sarda. Al centro delle polemiche c’è la raffica di nomine dei direttori generali deliberata dalla Giunta Todde proprio nelle ultime ore del 2025. Un “blitz” che Marco Tedde, esponente nazionale di Forza Italia, bolla senza mezzi termini come un tentativo disperato di aggirare le conseguenze della recente bocciatura della Corte Costituzionale.
Secondo l’esponente azzurro, la scelta di firmare i decreti il 31 dicembre non sarebbe dettata da esigenze di efficienza, ma da una precisa strategia difensiva: approfittare della scadenza della moratoria sulla responsabilità erariale prevista dal “Decreto Semplificazioni”. “Hanno scelto la forzatura e la fuga in avanti — denuncia Tedde — non per stabilizzare il sistema, ma per mettersi al riparo da possibili contestazioni contabili proprio nel giorno in cui scadeva lo scudo legale per i decisori pubblici”.
Il punto più critico sollevato da Forza Italia riguarda l’eredità finanziaria di queste scelte. Con la legge regionale dichiarata incostituzionale, la rimozione dei precedenti commissari e la mancata conferma di alcuni direttori generali esporrebbero la Regione a una pioggia di ricorsi. Il timore è che si inneschi un contenzioso seriale, con richieste di risarcimento potenzialmente milionarie.
“A pagare non saranno la presidente Todde o gli assessori — incalza il consigliere di Forza Italia — ma i cittadini sardi. Ci ritroveremo a finanziare contemporaneamente gli stipendi dei nuovi vertici, gli indennizzi per chi è stato rimosso illegittimamente e le parcelle per consulenze legali esterne”. Su quest’ultimo punto, Tedde solleva un ulteriore dubbio di opportunità, criticando il ricorso ad avvocati privati nonostante la presenza di un ufficio legale interno alla Regione già strutturato e competente.
L’attacco politico si sposta poi sulla natura stessa della coalizione di governo. Per Tedde, l’attuale gestione rappresenta una deriva del “grillismo di governo”, riassunta in uno slogan al vetriolo: “Si è passati dal ‘vaffa alla casta’ al ‘pagate voi'”. L’accusa è quella di utilizzare il bilancio regionale come un “bancomat” per coprire errori politici e normativi, azzerando la responsabilità di chi guida l’assessorato alla Sanità. “La sanità sarda merita serietà e non forzature di fine anno pensate solo per proteggere chi decide”, conclude la nota.















