Delrio contro Ryanair: «i 2,5 euro una scusa, valuteremo se ridurli»

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio critica le scelte del vettore irlandese. Intanto l'ex presidente della Regione Ugo Cappellacci replica: «aumentare le tasse aeroportuali significa discriminare cittadini e imprese della Sardegna. Serve subito una deroga»

La scelta di Ryanair di chiudere tratte da e per alcuni aeroporti italiani, fra cui quello di Alghero, decisione motivata dalla volontà del governo di far crescere le tasse di imbarco di 2,5 euro, è stata criticata ieri dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio che ha risposto all’interrogazione in occasione del question time. «Non accettiamo, da un lato, l’impostazione che si va via per un aumento di 2,5 euro – ha detto – e dall’altro lato è vero che vogliamo tenere al minimo le tasse come in tutte le politiche del governo».

«Le compagnie aeree hanno affrontato la questione in un modo che non condivido. Le minacce di ridurre i voli e il personale per una tassa prevista da anni per il potenziamento del fondo a tutela dei lavoratori che perdono l’occupazione rappresenta un collegamento arbitrario. Molte di loro avevano preannunciato da tempo il disimpegno. Appare, quindi, più una scusa che una realtà. Ho già avuto modo di discutere di questo con l’amministratore delegato di Ryanair e di Easyjet». Il Ministro ha poi aggiunto che nelle prossime settimane, da qui a giugno, «verrà verificata la possibilità di ridurre al minimo l’addizionale».

Proprio su quest’ultima dichiarazione del Ministro si è soffermato l’ex presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci: «Altro che proseguire fino a Giugno non meglio precisate “verifiche”, – ha detto – il Governo elimini l’aumento della tassa di imbarco sui biglietti aerei per la Sardegna, come abbiamo chiesto anche con la nostra mozione in Consiglio regionale. Non si può ignorare che la Sardegna sia un’isola e che l’aereo, come la nave, rappresenta una scelta obbligata per turisti e residenti. Introdurre nuove tasse e aumentare il costo finale del biglietto è un’azione discriminatoria nei confronti dei cittadini e un colpo basso alla nostra economia, in particolare al settore turistico. Non solo Rynair – ha proseguito Cappellacci – ma qualsiasi progetto, con qualsiasi compagnia parte da 2,5 euro in più a passeggero, per un biglietto in cui le tasse rappresentano già il 40% del prezzo finale».

«Se poi consideriamo che, a causa dell’accordo Soru-Prodi del 2006, la Sardegna paga di tasca propria la continuità aerea, risulterà evidente la beffa di una Regione che spende per abbassare il costo dei biglietti e di uno Stato centrale che lo fa aumentare nuovamente a suon di tasse. Ci sono ragioni oggettive per introdurre una deroga a favore dei passeggeri che volano da e per la Sardegna. Ignorarle è una scelta politica sbagliata di cui il Governo si assume tutte le sue responsabilità» – ha concluso.

25 Febbraio 2016