Surigheddu, Tedde attacca: “Più studio e meno slogan”
“Il progetto nasce con Soru ed è stato aggiornato nel 2023: non solo turismo ma filiera agroalimentare”
Scontro politico sul futuro di Surigheddu e Mamuntanas. Il capogruppo di Forza Italia Marco Tedde interviene nel dibattito cittadino criticando duramente le recenti prese di posizione del cosiddetto Campo largo, accusato di affrontare il tema “con superficialità e senza un reale approfondimento dei contenuti”.
Secondo Tedde, negli interventi degli ultimi giorni emergerebbero “letture parziali e datate”, che non terrebbero conto dell’evoluzione del progetto relativo al compendio. Un atteggiamento che, sottolinea, rischia di offrire ai cittadini “una rappresentazione distorta della realtà”.
Entrando nel merito, l’esponente azzurro chiarisce che il progetto per Surigheddu affonda le sue radici nell’Intesa istituzionale siglata ai tempi della presidenza di Renato Soru, con una prima stesura nel 2010 e una successiva rielaborazione nel 2023. Un piano che, evidenzia, “non si limita a ipotesi turistico-ricettive”, ma prevede anche “un’importante componente agroalimentare”, finalizzata a valorizzare le vocazioni produttive del territorio e a rafforzare le filiere locali.
Per Tedde, ignorare questi aspetti significa semplificare un progetto complesso, che invece dovrebbe essere valutato nella sua interezza, tenendo insieme sviluppo economico, sostenibilità e valorizzazione delle risorse.
Da qui l’invito ad abbandonare “polemiche sterili e approcci approssimativi” per aprire un confronto basato su dati e contenuti concreti. Il gruppo di Forza Italia, aggiunge, si dice disponibile a mettere a disposizione tutta la documentazione necessaria e chiede alle forze di opposizione di presentare eventuali proposte alternative “libere da propaganda”.
Infine, l’affondo all’amministrazione: “Il progetto non può restare nei cassetti”. Tedde sollecita sindaco e maggioranza a portarlo “immediatamente all’attenzione della città”, illustrandone i contenuti e chiarendo quali atti si intendano adottare per renderlo operativo. “È il sindaco — conclude — che deve sollecitare la Regione e assumersi la responsabilità di portare a compimento un progetto strategico per il futuro di Alghero. Tutto il resto sono chiacchiere”.
















