Sicurezza ad Alghero, Langella: «Sì ai controlli, ma stop a insinuazioni che infangano gli onesti»
Gianfranco Langella interviene nel dibattito sulla criminalità: «Chi conosce fatti illeciti vada a denunciare nelle sedi opportune invece di usare formule generiche»
Una netta presa di posizione contro i pregiudizi e le generalizzazioni che rischiano di «gettare ombre ingiuste» sulla città. Gianfranco Langella, interviene con fermezza nel dibattito pubblico di questi giorni, richiamando la politica e i cittadini alla responsabilità e alla memoria storica.
Langella mette subito in chiaro che la lotta all’illegalità resta una priorità indiscutibile: «È giusto tenere alta l’attenzione contro ogni forma di criminalità e pretendere controlli e rigore», premette il segretario. Tuttavia, traccia una linea di demarcazione netta tra la giustizia e il fango mediatico.
«Una cosa è combattere la criminalità, altra cosa è puntare il dito contro intere comunità di persone oneste che da generazioni vivono, lavorano e investono ad Alghero. Se qualcuno conosce fatti o persone coinvolte in attività illecite, faccia ciò che ogni cittadino responsabile deve fare: denunci e collabori con le forze dell’ordine. I nomi e i cognomi si portano nelle sedi opportune, non si usano insinuazioni generiche che colpiscono migliaia di persone perbene».
Respingendo con forza la narrazione di una città “invasa”, l’esponente politico ricorda le radici plurali di Alghero, cresciuta nei secoli grazie all’apporto di popoli diversi: catalani, sardi, liguri, toscani. Un accento particolare viene posto sulle storiche comunità provenienti dal Tirreno.
«Tra queste ci sono anche i campani, i ponzesi, le famiglie arrivate da Torre del Greco e da Ischia», sottolinea Langella. «Uomini e donne che arrivarono qui non per sfruttare questa terra, ma per lavorare, sudare e costruire il proprio futuro. Se oggi Alghero è la Riviera del Corallo, gran parte del merito va proprio a quelle generazioni di pescatori».
Nel rivendicare con orgoglio l’identità algherese, sarda e italiana, Langella invita a riscoprire il rispetto per i sacrifici del passato e per quei cognomi che oggi fanno la storia economica e culturale della città. «Difendere Alghero significa difendere la verità, combattendo chi sbaglia senza mai confondere i delinquenti con le persone oneste», conclude Langella. «La nostra città ha bisogno di unità, non di pregiudizi; ha bisogno di memoria, non di slogan. E soprattutto ha bisogno di persone che parlino di Alghero conoscendone davvero la storia».
















