Sardegna meta sempre più cliccata: dal sold out del 2025 alla sfida del turismo “all season”
I dati definitivi presentati alla BIT 2026 raccontano di un’isola capace di attrarre oltre 5,1 milioni di turisti, con una crescita degli arrivi del 15% rispetto all’anno precedente.
La Sardegna archivia un 2025 da incorniciare, una stagione che rimarrà impressa come l’anno della definitiva consacrazione internazionale e del superamento della storica soglia dei 20 milioni di presenze. I dati definitivi presentati alla BIT 2026 raccontano di un’isola capace di attrarre oltre 5,1 milioni di turisti, con una crescita degli arrivi del 15% rispetto all’anno precedente. Ma il vero dato di rottura rispetto al passato è il sorpasso dei mercati esteri: il 55,9% di chi ha visitato la Sardegna nel 2025 parlava una lingua straniera, con exploit incredibili da mercati come quello australiano, tedesco e francese, che hanno garantito una spesa turistica record e un’occupazione delle strutture ricettive più omogenea durante tutto l’arco dell’anno. In questo scenario di crescita diffusa, l’aeroporto di Alghero ha giocato un ruolo da protagonista assoluto, trasformandosi nel motore pulsante del Nord-Ovest.
Lo scalo di Alghero- Fertilia ha chiuso l’anno con il suo primato storico, superando per la prima volta il muro di 1,7 milioni di passeggeri e registrando un incremento dell’incoming che, già nel cuore di agosto, segnava un +14%. Questa valanga di arrivi si è riversata direttamente sul tessuto economico locale: ad Alghero, gli alberghi hanno viaggiato con tassi di occupazione medi del 78%, mentre il comparto dei bed & breakfast e dell’extra-alberghiero, pur in un contesto di saturazione dell’offerta in altre parti dell’isola, ha mantenuto una tenuta solida, intercettando quel turismo esperienziale che cerca il contatto diretto con i centri storici e l’autenticità dei borghi. Se gli hotel hanno beneficiato di una domanda di alta fascia, i B&B sono stati la scelta prediletta dai nuovi flussi internazionali, attratti da una ricettività più intima e flessibile.
Tuttavia, il vero punto di svolta che segna il passaggio tra il successo del 2025 e le ambizioni del 2026 è la rivoluzione organizzativa dei cieli: l’avvio della gestione unica dei tre scali sardi. La fusione operativa tra Cagliari, Olbia e Alghero sotto un’unica regia è diventata realtà proprio con l’inizio del nuovo anno, promettendo di superare la frammentazione del passato. Questa visione integrata sta già permettendo di presentare la Sardegna alle grandi compagnie aree come un “hub diffuso”, ottimizzando le rotte e riducendo la competizione interna tra scali. I presupposti per la stagione 2026 sono dunque all’insegna di una connettività senza precedenti: con l’entrata in vigore della nuova continuità territoriale, i collegamenti con Roma e Milano sono stati potenziati, mentre il network internazionale si è arricchito di nuove rotte strategiche verso Siviglia, Francoforte e Lione. Il calendario del 2026 è già fitto di appuntamenti che puntano a trasformare l’isola in una destinazione “all-season”. Dalla 370ª edizione di Sant’Efisio a Cagliari, che si annuncia già da tutto esaurito, ai grandi eventi velici nel Nord Sardegna e alla Cavalcata Sarda di Sassari, l’obiettivo è capitalizzare il record del 2025 per rendere il turismo un’industria attiva dodici mesi l’anno. Grazie alla gestione unica aeroportuale, la Sardegna si presenta oggi sui mercati globali non più come una collezione di singole località, ma come un sistema solido, pronto a sfidare i nuovi record di una stagione che è già ai blocchi di partenza.















