Renzi “confessa” una multa non pagata: “Equitalia ora mi chiede 2mila euro”

Il Presidente del Consiglio si lascia sfuggire che lo Stato lo "rincorre" per una contravvenzione non pagata. "Me ne sono dimenticato" la sua giustificazione.

Si è dimenticato di pagare una multa, così ora Equitalia gli chiede 2mila euro. Non sarebbe una notizia, sono milioni gli italiani alle prese con contravvenzioni non pagate e cartelle Equitalia, ma il protagonista di questa vicenda è niente di meno che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Lo rivela lui stesso, secondo quanto riportato da Il Messaggero: “Ho appena ricevuto un messaggio da mia moglie. Dice che mi è arrivata una cartella di Equitalia da pagare. Devo pagare duemila euro! E sa perché? Mi sono perso una multa, dovevo pagarla ma l’ho smarrita. Mia moglie me l’aveva data da pagare, ma io l’ho persa e poi me ne sono dimenticato. Ora mi tocca tirar fuori duemila euro ad Equitalia per una contravvenzione di tre anni fa»,

Il racconto non si finisce qui. “D’altra parte – sostiene a sua discolpa – erano i giorni dell’incarico con le riunioni, gli incontri al Quirinale! Mi è proprio passata di mente e non l’ho nemmeno più cercata. Ecco dovrei spiegare perché occorre riformare Equitalia su Facebook proprio partendo da questa mia storia». Poi ci ripensa. «No, meglio di no. Meglio non farlo, perché altrimenti sai che dicono!”.

Il premier mette così le mani avanti, prima che qualcuno magari scovi la notizia e diventi un caso. In molti Paesi esteri, una cosa del genere porterebbe tranquillamente alle dimissioni di un politico. Ma lui, a cui gli si può imputare tutto, tranne una pessima comunicazione, usa la vicenda per rilanciare la riforma di Equitalia: “Basta con queste cartelle. Le tasse e le multe si devono pagare con un click, un sms. Se avessi potuto pagare con un sms non me lo sarei dimenticato”.

Quello che il Premier omette di dire è qual è stata la violazione del codice della strada per cui oggi Equitalia gli chiede 2mila euro.

Tratto da www.fanpage.it ©

Giorgio Scura, 30 Maggio 2016