Porto di Alghero, Pais attacca: «Persi 3 milioni di euro, altro che traguardo»

L'esponente d'opposizione contesta le dichiarazioni dell'amministrazione comunale sui nuovi investimenti: «Si celebra un piccolo progetto nascondendo il fallimento su risorse ben più ingenti»

Non si placa la polemica politica sulla gestione delle infrastrutture portuali. Al centro dello scontro c’è il recente annuncio dell’amministrazione comunale riguardante la progettazione di interventi per 700 mila euro, presentato come un risultato significativo per lo scalo cittadino. Una lettura che il consigliere comunale della Lega, Michele Pais, respinge con forza, definendola «l’ennesima dimostrazione di incapacità amministrativa».

Secondo la ricostruzione di Pais, il quadro complessivo delle risorse sarebbe ben diverso da quello tratteggiato dal Comune. Il consigliere sostiene infatti che i fondi attuali siano solo una minima parte di uno stanziamento originario di circa 4,5 milioni di euro, di cui ben 3 milioni sarebbero andati perduti.

«Si tratta di una verità che i cittadini devono conoscere – dichiara Pais – perché perdere risorse così ingenti per la più grande infrastruttura della città è un fatto di una gravità inaudita. È intollerabile far passare per un successo quello che, nei fatti, è un parziale fallimento».

Il riferimento principale riguarda un finanziamento da 3 milioni di euro destinato alla progettazione per il ripristino del molo di sopraflutto, opera strategica interdetta da decenni. Pais rivendica la paternità di quei fondi, ottenuti – ricorda – durante il suo mandato come Presidente del Consiglio Regionale: «Un impegno istituzionale importante, vanificato da una gestione che non ha saputo dare il necessario sostegno politico al lavoro degli uffici comunali».

L’esponente d’opposizione esprime forte irritazione per le ricadute che tale situazione avrebbe sulla collettività, citando anche i dubbi espressi in passato sulla qualità amministrativa locale dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Antonio Piu. «Si abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e di dire la verità – conclude Pais –. La città ha il diritto di sapere con precisione quali risorse sono state perse e per quali ragioni tecniche o politiche».

28 Marzo 2026