Note al sorgere del sole a Saccargia: il flauto indiano di Mauro Uselli incanta la Basilica
Nuova tappa dei "Risvegli musicali" per il flautista sassarese, che all'alba ha trasformato il gioiello romanico del Coros in un palcoscenico a cielo aperto tra musica, architettura e natura
Il portico della Basilica di Saccargia ha fatto da cornice alla performance musicale dell’artista Mauro Uselli, alle prime ore del mattino. Questa mattina, il musicista ha scelto uno dei luoghi più suggestivi della Sardegna per una nuova performance urbana: la Basilica della Santissima Trinità di Saccargia, il gioiello del romanico per eccellenza. Con il suo Bansuri, il tradizionale flauto di bambù della musica indiana, Uselli ha trasformato per alcuni minuti un luogo storico e monumentale in uno spazio di ascolto, portando il suono della sua ricerca musicale dentro il paesaggio della Sardegna. La performance, che rientra nella serie dei “Risvegli musicali”, ideati dall’artista, è stata seguita dai visitatori e dai vacanzieri presenti sul posto, che hanno avuto il piacere e la sorpresa, di assistere a un’esperienza musicale inattesa e profondamente legata all’ambiente naturale. La scelta della Basilica e dell’orario mattutino non è casuale. L’intervento nasce come un omaggio alla natura, alla bellezza del paesaggio e alla creazione: il respiro del musicista e quello del Bansuri diventano parte di un paesaggio sonoro nel quale architettura, natura e musica si incontrano.
È una dimensione che appartiene alla ricerca artistica di Mauro Uselli, performer e flautista riconosciuto a livello internazionale per la sua attività con il Bansuri e per un percorso caratterizzato da eclettismo, fantasia e sperimentazione. Le sue performance pubbliche nascono spesso dall’incontro fra improvvisazione, ricerca sonora e luogo. Non è soltanto il musicista a raggiungere uno spazio: è lo spazio stesso a diventare parte dell’opera. A Saccargia, questa filosofia ha trovato una cornice particolarmente suggestiva. La luce del mattino, la pietra antica della basilica, il paesaggio campestre del Coros e il suono del Bansuri hanno creato un momento nel quale il confine tra concerto e paesaggio è sembrato quasi scomparire. Un gesto artistico semplice, ma fortemente evocativo, che conferma la volontà di Mauro Uselli di portare la musica fuori dai luoghi convenzionali e di trasformare l’ascolto in un incontro diretto con la natura, la storia e la bellezza dei luoghi.
L’artista proseguirà i suoi “Risvegli” nei luoghi non convenzionali del nostro territorio e darà comunicazione anticipata attraverso i suoi canali social.















