Le Dichiarazioni Programmatiche del Sindaco Mario Bruno

Nella seduta di insediamento del Consiglio Comunale il Sindaco si è rivolta agli Algheresi nella lingua dei nostri genitori ringraziandoli per quanto hanno fatto per la città e per l'intera comunità

Senyor President del Consell Municipal, Senyors Consellers, Senyors Assessors, algueresos, tenc l’honor, oltres que el plaier, d’obrir aqueixa primera sessió del Consell Municipal, emprant la llengua dels nostros genitors, de la gent gran; a ellos va la gratitud per tot allò que han fet pels propis fills i per la comunitat algueresa, per tot lo que mos han transmitit, pels sacrificis que han fet, per la gran saviesa i sapiència d”ellos, pel treball que han fet i per mos haver consegnat una ciutat meravillosa, rica de tradicions, de cultura i de valors inestimables; avui tenim lo deure de representar també ellos i de treballar amb l’objectiu de mantendre aqueixos valors i millorar les condicions socials i econòmiques de la nostra comunitat. La nostra ciutat, de llengua algueresa i integrada en los valors i en les tradicions del pòpul sard, és sempre demés una comunitat multiètnica, sempre més oberta a la inclusió social, i partint d’aqueixos valors volem continuar a valoritzar aqueix excepcional patrimoni. La nostra acció i el nostro empenyo té d’ésser dedicat, en primer lloc, a totes aquelles persones, més de dotze mil, que no tenen treball, a les tantes famílies que tenen necessitat de la casa, als centenars de persones que vivin amb sèria dificultat i en disagi social; aqueix té d’ésser la nostra finalitat i per la conseguir demanarem la col·laboració de les institucions laiques i religioses, de les parròquies i de les numeroses associacions de voluntariat que obren en ciutat; amb l’ajut de tots volem i podem superar les grans dificultats i millorar les condicions econòmiques i socials dels nostros conciutadans. Per l’amor que tots tenim per aqueixa nostra ciutat és necessari unir les forces, deixant de part les polèmiques, i dedicar totes les energies al millorament de la situació actual. Amb aqueix objectiu deman la màxima col·laboració de totes les forces presents en aqueix Consell, de totes les forces socials i de totes les institucions civils i religioses, del món de les empreses, per retrobar aquell sentiment de comunitat, necessari per una renàixita de la nostra Ciutat, no hi són altres alternatives.

Signor Presidente, Signore e Signori Consiglieri, Signore e Signori Assessori, algheresi ho avuto l’onore oltre che il piacere di aprire questa seduta di insediamento del Consiglio Comunale nella lingua dei nostri genitori. A loro è rivolto il ringraziamento per tutto ciò che hanno fatto per noi, per i propri figli e per la comunità algherese, per tutto ciò che ci hanno tramandato, per i loro sacrifici, per la loro saggezza e sapienza, per il loro lavoro e per averci consegnato una città meravigliosa, ricca di tradizioni, di cultura, col paesaggio intatto e piena di valori inestimabili. Oggi abbiamo il dovere di rappresentare anche loro, di operare per mantenere questi valori e per migliorare le condizioni sociali ed economiche della nostra comunità. La nostra città dal catalano parlante, catalano nella variante algherese, integrata nei valori e nelle tradizioni del popolo sardo, è sempre più una comunità multietnica, sempre più aperta all’inclusione sociale. Su questo sfondo dobbiamo tutelare lo straordinario patrimonio che abbiamo ereditato dai nostri avi e dargli valore per consegnarlo ai nostri figli. La nostra azione ed il nostro impegno deve essere dedicato prima di tutto agli oltre dodicimila disoccupati, alle numerose famiglie che hanno bisogno di una casa, alle centinaia di persone in condizioni di povertà, a chi vive gravi difficoltà e disagio sociale. Questo deve essere il nostro faro e su questo impegno chiederemo la collaborazione delle istituzioni laiche e religiose e delle numerose associazioni di volontariato che operano in città, insieme vogliamo superare le gravi difficoltà e insieme vogliamo migliorare le condizioni economiche e sociali dei nostri concittadini. La nostra città ha fortemente bisogno di unire le proprie forze, di abbandonare le litigiosità, di dedicare le proprie energie per superare le difficoltà che oggi vive. Per questo obiettivo, per ricreare il senso di comunità, chiedo la massima collaborazione di tutte le forze presenti in questo Consiglio, di tutte le forze sociali e delle istituzioni civili e religiose, delle realtà imprenditoriali. Solo così riusciremo a risollevare la nostra Città, ne sono convinto. Le linee essenziali, i contenuti e i metodi che guideranno l’azione amministrativa della Città di Alghero che sottopongo all’attenzione della massima assemblea civica non nascono oggi: costituiscono il patto con la Città e con tutti gli algheresi che ho sottoscritto durante il mese che ha preceduto le elezioni. Su questi metodi, su questi contenuti, su questo progetto di città ho raccolto il consenso della maggioranza dei nostri concittadini, oggi espressa in questo Consiglio Comunale.

La sintesi la troviamo in cinque parole: cambiamento, concretezza, visione, partecipazione, decisione. Sapete tutti che per me il primo passo è stato la conoscenza della città. Sono partito dai suoi dati essenziali e crudi: l’area di Alghero abitata da circa 42mila persone operano 2.850 imprese si caratterizza per uno sviluppo sempre più incentrato sui servizi: solo 767 operano nel terziario e 328 nelle costruzioni. Sul territorio nascono le microimprese, di cui più del 90% non supera due addetti. Una città dunque dove prevalgono le microimprese: questo aspetto mette subito in luce un obiettivo: i piccoli, le piccole imprese devono fare massa critica, bisogna lavorare sulla coesione imprenditoriale. Ma questo dato può rappresentare una sorprendente opportunità e ricchezza che deriva dai tanti modi di fare impresa, dai tanti percorsi imprenditoriali, dalla creatività, dalla propensione alla sperimentazione, dalle tante visioni del futuro che invece, come comunità dobbiamo condurre a unità. Questo patrimonio, fatto di imprenditorialità diffusa va sostenuto, accompagnato nei cambiamenti che oggi caratterizzano la nostra economia. L’amministrazione comunale darà il segnale forte della propria azione a sostegno delle imprese “mettendosi in mezzo” a fungere da collegamento fra i diversi ed eterogenei settori. I territori che sviluppano innovazione, responsabilità diffusa e coesione sociale crescono più degli altri, e allora su questo investiremo con forza. Sono partito dal dato sulle imprese per sottolineare da subito, senza infingimenti, che il mio lavoro, il nostro lavoro, punta soprattutto a ridurre un dato drammatico, quello dei 12.600 fra disoccupati e inoccupati, presenti in città. Un dato allarmante che sarà per noi l’indicatore primo della nostra azione: se quel numero lo troveremo notevolmente diminuito – a fine mandato – vuol dire che la nostra azione è stata incisiva, altrimenti no. Conoscere la città per me ha significato soprattutto conoscere questo dato sociale ed economico. Sopra di noi incombe un’epocale crisi economica, in una dimensione regionale, nazionale, europea e globale con la quale le sorti di Alghero sono fortemente intrecciate. Ma ciò non può essere una scusante per l’inazione. Il Comune, l’ente locale più vicino al cittadino, può fare molto per lo sviluppo e per la creazione di più e migliori posti di lavoro. Quindi il lavoro al primo posto. La disoccupazione, soprattutto giovanile, è il segnale più evidente di forti squilibri che compongono anche il tessuto produttivo locale. Se è vero che l’amministrazione non ha competenze “forti” in materia di lavoro, può tuttavia attivare, controllare, accompagnare, sollecitare tutti quei soggetti (agenzie governative, agenzie regionale, europee) che gestiscono e attuano per legge strumenti per il lavoro ad intervenire nella nostra città e rispondere così alla domanda di imprenditorialità e di inserimento lavorativo dei nostri disoccupati e delle imprese; il Comune deve assecondare e sostenere la domanda di lavoro, deve stare al centro dei problemi, evitando l’isolamento dei più deboli. La potenzialità turistica del suo territorio, la possibilità di utilizzare l’importante infrastruttura dell’aeroporto, la capacità ricettiva uniti alla qualità del suo ambiente, alla sua storia, alla sua lingua e alla sua cultura, sono le ragioni che hanno contribuito in campo internazionale e nazionale ad affermare una forte immagine urbana, territoriale ed ambientale di Alghero, forse più di qualunque altre città sarda. L’insieme di questi aspetti presenta una complessità gestionale, ma offre anche le opportunità per un territorio che ce la può fare, che ce la deve fare, a costruire un futuro di sviluppo, di benessere e di qualità della vita per i suoi abitanti. Sarebbe grave non provarci con tutte le nostre forze. Lo faremo insieme. Da dove partiremo?[

Azioni per lavoro e sviluppo economico  Costituiremo subito una Consulta permanente per il lavoro e lo sviluppo locale: uno spazio per la riflessione, la progettazione e la programmazione di azioni; uno spazio per ragionare sul modello di sviluppo e per elaborare un piano strategico per lo sviluppo locale con strumenti e interventi da attuare; la attueremo attraverso un costante confronto con tutte le componenti coinvolte: imprese, categorie produttive, istituti di credito, università, associazioni imprenditoriali, rappresentanze istituzionali, organizzazioni sindacali, comitati di quartiere e di borgata, associazioni di volontariato, scuole, tutti nodi fondamentali per una rete di sviluppo locale. Creeremo un nuovo rapporto tra i Centri dei Servizi per il Lavoro, scuole e imprese, attraverso la costituzione di una rete urbana per i servizi del lavoro e una forte integrazione tra il mondo della scuola e quello delle professioni, tra sapere e comparti produttivi. Integreremo le politiche per il lavoro e le politiche sociali, per rispondere ai bisogni informativi, orientativi, formativi ed occupazionali di ogni cittadino; semplificheremo il sistema dei pagamenti ed elimineremo procedimenti amministrativi ridondanti; favoriremo una formazione professionale legata alle vocazioni del nostro territorio, come i servizi e le attività produttive riguardanti il porto, il turismo, le attività artigianali; promuoveremo la cultura d’impresa: vogliamo mettere i giovani in condizione di elaborare un’analisi di mercato o un business plan, attraverso un tutoraggio continuo sin dalle prime fasi dello start-up d’impresa e garantire così un sostegno concreto nel facilitare l’accesso al credito; metteremo in rete e coordineremo le azioni di associazioni imprenditoriali e di categoria, scuole e università, sindacati, per un grande progetto di riqualificazione edilizia, architettonica, urbana ed ambientale dell’intera città (quartieri, Fertilia, borgate e campagne inclusi) per il quale cercheremo di mettere a sistema fondi regionali, nazionali ed europei. In particolare, ci attiveremo fin da ora, per essere immediatamente soggetto proponente e capofila nell’ambito della nuova programmazione comunitaria negli investimenti territoriali integrati, i progetti ITI, che con accordi di partenariato con comuni del nostro territorio e imprese private, possono ridisegnare la progettazione urbana, attraverso ipotesi destinate a diventare progetti esecutivi nei settori nevralgici e fondamentali, quali per esempio, il decoro urbano e il miglioramento dell’accoglienza; la riqualificazione dei quartieri; gli interventi di riqualificazione ambientale e rinaturalizzazione dei siti di rilievo turistico; con iniziative conseguenti mirate all’occupazione giovanile e possibilmente con soluzioni cooperativistiche; infine, stimoleremo la valorizzazione dei centri commerciali naturali nelle periferie e nei centri storici, anche ai fini dell’accoglienza turistica.

Turismo  Serve un turismo che duri tutto l’anno e che si mantenga anno dopo anno: ha bisogno di mobilità, di attività culturali, di qualità dell’ambiente e della città. I nostri ospiti arrivano dalle nazioni con alta qualità di servizi, e chi li accoglie deve poter offrire la stessa qualità. Sono cose su cui il Comune svolgerà un ruolo importante, di coordinamento e di messa in rete dei soggetti, di stimolo e sostegno all’iniziativa privata e cooperativa, di azioni nel campo della formazione, di monitoraggio e di proposta, di costruzione di rapporti con i comuni limitrofi e di rilancio del sistema turistico locale, anche attraverso un marchio territoriale, aiutando gli operatori per le certificazioni di qualità, in particolare quella ambientale. Vanno pensate le possibili e necessarie interazioni tra lo sviluppo di un turismo per tutto l’arco dell’anno e altre attività produttive, in primo luogo l’agricoltura e la pesca e l’artigianato, e anche le grandi opportunità che la presenza dell’università offre per attirare ricercatori e studiosi, anche per lunghi periodi. Le strutture ricettive devono perseguire la qualità, a partire da quella architettonica ed ambientale. Per questo un buon PUC che punti alla riqualificazione serve anche al turismo. E poi, sempre dal lato degli strumenti di pianificazione, occorre recuperare e riqualificare il sistema portuale; adottare il Piano di Utilizzo dei Litorali al fine di consentire all’Amministrazione, di concerto con gli atri soggetti coinvolti, di definire le norme per la regolazione dell’utilizzo delle spiagge e dei siti costieri; programmare e attuare un Piano di accessi al mare per garantire un equilibrio tra la libera fruizione delle spiagge e del litorale da un lato e le iniziative imprenditoriali e attività economiche dall’altro. Le attività turistiche non si devono relegare nei pochi metri quadri del centro storico o delle spiagge, devono avere come riferimento tuta la città e tutto il territorio: quindi vanno insieme alle altre attività produttive, allo sviluppo della ricettività di qualità e diffusa, alla qualità degli spazi pubblici, a una programmazione intelligente e distribuita delle iniziative culturali, al piano del commercio e della mobilità, ai piani di consolidamento e recupero dei quartieri, di Fertilia e delle borgate, alla certificazione delle strutture ricettive. È necessario incentivare la cultura dell’accoglienza e la sostenibilità del territorio, delle strutture e dei servizi. Lavoreremo per una città di qualità, perché una città buona per i turisti deve essere buona per i suoi abitanti.

Altri settori, per uno sviluppo locale equilibrato ed equo   Il turismo è la vocazione naturale di Alghero, ma non l’unica. Un sistema economico locale non può reggersi solo su un tipo di attività perché rischia di diventare fragile e dipendente. La nostra economia parte dal turismo, cui devono affiancarsi altre attività produttive, che già esistono, che sono e possono diventare di alta e altissima qualità. L’agricoltura e la trasformazione dei prodotti agricoli sono un’attività tradizionale importante, che deve essere estesa e fortificata. Punteremo alla promozione del territorio in un circuito virtuoso con il turismo, alla difesa dell’ambiente stimolando il reinsediamento nell’area della Nurra di attività economiche nel settore agricolo, favorendo un processo di miglioramento della qualità dell’offerta agrituristica, potenziando la ricerca e la formazione. Azioni che passano attraverso il rafforzamento dei rapporti di chi vive e opera a Fertilia, nelle borgate e nell’agro, con il Parco di Porto Conte, la cui direzione deve coinvolgere direttamente gli abitanti e gli agricoltori dell’area del Parco e dintorni. In città saranno individuati i luoghi da dedicare alla commercializzazione dei prodotti locali. Un’analoga politica di sostegno e valorizzazione riguarderà la pesca e per i prodotti ittici. Si deve promuovere la nascita, anche in collaborazione con il Parco, di un marchio del territorio, favorendo l’uso dei prodotti locali nei ristoranti, negli alberghi e nelle strutture ricettive, implementando politiche alimentari a sostegno delle produzioni locali, al loro uso nelle scuole, nelle mense e ovunque vi sia una partecipazione finanziaria del Comune di Alghero. Restituiremo alla produzione il compendio di Surigheddu e Mamuntanas, attivando progetti modello nella filiera agroalimentare, che prevedano produzione, trasformazione, commercializzazione dei prodotti e didattica, in stretto rapporto con le scuole del territorio e dell’intera isola.

La ricerca, l’educazione e la formazione sono l’altro asse a sostegno dello sviluppo locale. Per fare questo, il ruolo dell’Università può essere centrale. Esistono le condizioni per rendere Alghero tutta – l’area centrale, ma anche le aree periferiche e quelle esterne – una città che ospita centri e gruppi di ricerca, seminari, laboratori e convegni, recuperando spazi ed edifici. L’importante spazio di Santa Chiara deve essere aperto alla città, un motore di iniziative culturali ed educative, uno spazio vivo, tutto l’anno e a tutte le ore, per tutte le età, anziani e bambini compresi. La cultura si introduce in modo sempre più rilevante nei nuovi processi di creazione del valore economico, ed è altrettanto evidente che tutti i centri urbani che perseguono oggi una strategia coerente e ambiziosa di sviluppo economico locale fanno della cultura una delle leve di azione privilegiate. Un importante contributo può venire da un’edilizia nuova e diversa: addensare, recuperare, ristrutturare, riqualificare i quartieri, riusare, ammodernare, rigenerare. Può dare più posti di lavoro, e posti di lavoro migliori e più qualificati.

Casa La conoscenza del territorio mi ha fornito un altro dato: i nostri nuclei familiari sono piccoli, composti in media di 2,2 persone, tra questi molti sono gli anziani che vivono da soli. Abbiamo un indice di invecchiamento doppio rispetto a quello nazionale, già elevato. Abbiamo circa la metà delle abitazioni inutilizzate per gran parte dell’anno. Per contro, tanti nuclei familiari, troppi, non hanno la possibilità di avere un tetto, di pagare un affitto, di comprare una casa. La priorità nel PUC deve essere quella della casa. La casa è un diritto. La casa è un fatto di dignità. È un fatto di giustizia sociale. Le eventuali nuove edificazioni nella cerchia urbana, ma anche a Fertilia e nelle borgate, devono essere orientate a risolvere la questione dell’abitare. Pensiamo, in accordo con la Regione, a un piano stralcio della pianificazione urbanistica per le aree della ex bonifica agraria, oggi fortemente penalizzata per i giovani che vogliono costruirsi una casa e restare nel territorio e per le imprese. Gli interventi di completamento nel centro urbano perseguiranno prioritariamente questa logica e questi obiettivi: un’edilizia volta a risolvere il problema della casa, che sia essa pubblica, sociale (di social housing), di cooperative, privata, di autocostruzione, assistita. Faremo un grande sforzo per individuare le risorse per la ristrutturazione, il risanamento e il recupero del patrimonio esistente, con interventi pianificati a livello di quartiere in una prospettiva di sostenibilità. Un altro grande sforzo servirà a favorire l’uso delle case vuote, utili anche per la residenza di popolazione temporanea (come gli studenti) e per incrementare l’offerta ricettiva diffusa. Recuperare all’interesse collettivo una parte consistente del valore creato dalle trasformazioni urbane può garantire le risorse necessarie per queste azioni e per le politiche dell’abitare. L’emergenza abitativa è stata trascurata o gestita malissimo in tutti questi anni: nelle aree destinate da decenni all’edilizia popolare non si è costruito, i bandi per la destinazione non sono stati mai fatti, nelle case costruite si sono “dimenticati” le infrastrutture primarie come la rete fognaria. Affronteremo questi problemi concretamente e senza indugio, progettando e realizzando nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, in autocostruzione associata e assistita e attraverso bandi rivolti alle imprese. Favoriremo la locazione degli immobili privati e doteremo la città di alloggi pubblici da concedere in locazione per periodi di tempo limitato a famiglie in situazioni di emergenza. Creeremo un ufficio comunale dedicato ai problemi della casa (Ufficio Casa) e un osservatorio territoriale per lo studio e il monitoraggio delle problematiche legate all’emergenza abitativa. Vogliamo stipulare accordi territoriali con i rappresentanti di inquilini, proprietari e studenti; costituire e conservare un adeguato numero di alloggi di proprietà comunale, anche attraverso l’acquisto di immobili invenduti, da concedere in locazione per periodi di tempo limitati a famiglie in temporanee condizioni di emergenza. Vogliamo recuperare il patrimonio edilizio comunale e pubblico presente in città e nelle borgate, destinandone una parte alla soluzione dell’emergenza abitativa; lavoreremo alla riduzione dei fitti passivi per gli uffici amministrativi. Promuoveremo la stipula di speciali accordi con imprese di costruzione e proprietari dei suoli per ottenere una quota degli alloggi costruiti da destinare a un sistema di affitti a prezzo accessibile in cambio della possibilità di edificare e di una fiscalità agevolata. Il lavoro e la casa, quindi al primo posto.

Prendersi cura della città, pulizia, decoro, manutenzione. Abbiamo attraversato la città nei suoi quartieri e nelle sue borgate, ne abbiamo visto la sua vocazione internazionale, la sua bellezza, la sua attrattività, ma anche la sua trascuratezza. Ogni assessore ha ricevuto non solo una delega settoriale, ma anche territoriale: dovrà occuparsi almeno di un quartiere, in tutti i suoi aspetti. L’esigenza di vivere in una città pulita e decorosa accomuna gli abitanti del centro, dei quartieri, di Fertilia e delle borgate. Le modalità di raccolta dei rifiuti e di pulizia di cassonetti, cestini, strade e piazze sono in generale insoddisfacenti e insufficienti. Dobbiamo redigere subito il nuovo appalto di igiene urbana che prevederà una chiara definizione dei compiti e delle responsabilità tra l’impresa appaltatrice e i servizi di cura e manutenzione e urbana gestiti dal Comune, potenziando le oasi ecologiche e attivando più moderne pratiche di raccolta dei rifiuti. Dobbiamo essere più rigorosi sui controlli; a tal fine ho già attivato la Polizia Locale perché vigili attentamente. Avvieremo una campagna di educazione ambientale e garantiremo l’informazione puntuale e permanente sulle modalità e sui risultati dell’effettivo smaltimento dei rifiuti, coinvolgendo cittadini, ospiti, e i comitati di quartiere. La politica di gestione dei rifiuti promuoverà azioni anche a monte, per ridurre la produzione di rifiuti, incentivando i vuoti a rendere e l’acquisto di prodotti sfusi e la riduzione in peso e volume degli imballaggi, con incentivi, sanzioni e con azioni di cooperazione con commercianti ed esercenti. Realizzeremo il piano della sicurezza e prevenzione per una manutenzione ordinaria e straordinaria della città e del territorio. Dialogheremo con la Regione per ottenere le risorse che ci consentano di tenere in sicurezza ringhiere e parapetti dei bastioni, sistemare strade, marciapiedi e canali di deflusso delle acque, riqualificare edifici pubblici, abbattere barriere architettoniche. Ci prenderemo cura del verde, delle attrezzature e dell’arredo urbano che vanno riqualificati e ripensati, elaboreremo un piano del colore. Istituiremo un quadro di criteri ambientali negli appalti e gare pubbliche per promuovere acquisti verdi e da aziende della filiera del riciclo. Va potenziato il settore manutenzioni del Comune, smantellato sistematicamente negli ultimi anni. Alghero In House sempre più dovrà essere vista come impresa capace di stare sul mercato, in un’ottica di rispetto dei contratti di servizio stipulati con l’amministrazione comunale ma evidentemente ampliando il raggio d’azione. La Città non può permettersi solo politiche assistenzialistiche, dedicando quasi tutte le risorse previste per le manutenzioni al pagamento degli stipendi per il personale di una partecipata. Affronteremo il fenomeno della “marea gialla” individuando in tempi brevi il quadro delle possibili soluzioni, anche attraverso i rapporti con il Governo centrale, peraltro già attivati. Chiederemo alla Regione Sardegna di farsi carico del problema coordinando un apposito gruppo di lavoro di tecnici che coordini gli interventi di analisi e la ricerca delle soluzioni, stabilendo modi, linee di finanziamento e soprattutto tempi e scadenze precise nel breve periodo. Saranno inoltre attivate forme di partenariato pubblico-privato per acquisire risorse finalizzate alla realizzazione e riqualificazione di opere pubbliche. Entro ottobre la gara per la circonvallazione, interamente finanziata dalla Regione.

Bilancio Non vi nascondo che le preoccupazioni più grandi afferiscono alle politiche di bilancio. Tra i tanti problemi visibili di Alghero, le condizioni del bilancio comunale sono forse uno dei più invisibili ai cittadini, ma anche uno dei più gravi. Dobbiamo imprimere una svolta radicale nella sua gestione. Non lo dobbiamo considerare solo uno strumento tecnico- contabile, ma l’anima della azione politica della città che si esprime in scelte politiche e in numeri. Serve ristabilire, verificare e razionalizzare la spesa pubblica, eliminare gradualmente i residui attivi inesigibili. Serve un’azione convinta per ristabilire la fedeltà contributiva e per contrastare l’evasione anche attraverso l’incrocio dei dati e una sistematica attività di controllo. Correggeremo gli squilibri e iniquità nei carichi tributari e fiscali tra i cittadini e le imprese, rafforzando meccanismi di progressività fiscale a sostegno delle fasce economicamente più deboli. Promuoveremo la comunicazione e la discussione collettiva del bilancio e introdurremo per la destinazione di una sua parte principi e metodi del bilancio partecipato. Istituiremo la pratica del bilancio sociale, per restituire e rendicontare i risultati dell’azione amministrativa nei confronti dei fruitori dei servizi. Sul bilancio, come per tutti gli aspetti dell’amministrazione, renderemo il Comune trasparente, stimoleremo la partecipazione e la discussione pubblica, garantiremo un’informazione costante, verificabile ed estesa a tutti. Il nuovo Ufficio Programmazione avrà il compito di ricercare, elaborare, progettare gli interventi in ambito europeo, statale e regionale, generando nuove risorse per l’amministrazione comunale. Nell’immediato, l’attuale scarsissimo margine di manovrabilità del nostro bilancio, l’elevatissimo livello di residui attivi di difficile esigibilità che ereditiamo, la difficoltà nella riscossione e in particolare nella riscossione coattiva, che impongono il ripensamento del ruolo della partecipata SECAL, i debiti fuori bilancio che ci derivano da scelte discutibili del passato, come per Abbanoa e il servizio idrico, per i rapporti con l’immobiliare Tholos, per la cosiddetta area ex Saica, il decremento nei trasferimenti statali e regionali, ci impongono soprattutto nel primo anno di mandato soluzioni difficili che potrebbero ricadere sui nostri concittadini. Faremo scelte immediate di politica delle entrate: è intendimento di questa amministrazione avviare da subito, dopo aver consultato e avviato il confronto con le associazioni di categoria, la tassa di soggiorno, modulata per fasce di età e per stagionalità, per durata del soggiorno. Si tratta di un contributo legato al soggiorno in città dei turisti, già sperimentato con esiti positivi in altre città a vocazione turistica. Sarà una tassa di scopo da dedicare in prevalenza al verde, alla messa in sicurezza, al decoro e alla manutenzione urbana. Un modo anche per gli albergatori e per i proprietari di bed&breakfast di investire su un turismo che privilegia l’accoglienza, i servizi, la bellezza della città e del territorio. Con tale tassa, che potrebbe essere in media di due euro a soggiorno, non è difficile prevedere nuove entrate annue per circa due milioni di euro. Contestualmente, potremmo rendere più equa l’imposizione per i residenti, a cominciare dalla revisione delle aliquote per la TASI. [Amministrazione comunale] E poi più in generale, una buona “macchina comunale” è lo strumento indispensabile per sostenere le sfide del prossimo quinquennio. Modernizzeremo l’amministrazione comunale per renderla efficiente, imparziale, trasparente e proattiva. Questo è il presupposto essenziale per un efficace governo della città, per un rapporto collaborativo con i cittadini e le imprese, per un produttivo rapporto con le istituzioni regionali, nazionali ed europee, per una proficua attività di reperimento e gestione delle risorse, per la costruzione e gestione di progetti. Da subito il mio primo impegno è stato quello di ascoltare, valorizzare, motivare, qualificare le professionalità interne affinché possano riappropriarsi il ruolo di protagonista del cambiamento e l’orgoglio di essere da dipendenti pubblici al servizio – come noi, colleghi consiglieri – della città. Una città che tutti dobbiamo amare di più. Istituiremo nell’amministrazione la pratica di lavoro per obiettivi, in tempi programmati, con chiarezza dei compiti e delle responsabilità, promovendo la collaborazione e la verificabilità del risultati; rivisiteremo la micro e la macrostruttura; aumenteremo il numero dei settori; stabiliremo le nuove posizioni organizzative; si farà lavoro di squadra; i dirigenti saranno coordinati da una figura apicale, in stretto raccordo con il Sindaco. Ci sarà una nuova e più efficace organizzazione del lavoro. Tutte le risorse umane saranno ascoltate, anche attraverso incontri periodici, in stretto rapporto con l’amministrazione. Semplificheremo, integreremo e organizzeremo la cooperazione tra uffici e servizi del Comune; riesamineremo il ruolo, l’efficacia e l’efficienza delle società partecipate e delle fondazioni, valutando anche l’opportunità di volta in volta di ricondurre le funzioni di alcune di esse all’interno dell’amministrazione Comunale; organizzeremo la rotazione degli incarichi; definiremo protocolli di intesa per le attività di ricerca e monitoraggio con università, scuole ed entri pubblici di ricerca; istituiremo la Consulta dei Giovani, quella della Cultura e il Consiglio Comunale dei ragazzi; favoriremo gli incontri sistematici del Sindaco e della Giunta nei quartieri e nelle borgate; terremo almeno una seduta all’anno del Consiglio Comunale nelle borgate. Vogliamo rendere il Comune trasparente, stimolare la partecipazione e discussione pubblica, assicurare un’informazione pubblica costante e verificabile. Garantiremo l’accesso effettivo ed agile, anche via Internet, alle pratiche amministrative, ai bandi e alle assegnazioni e le concessioni degli spazi pubblici, alla struttura della proprietà delle aree coinvolte in nuovi piani urbanistici. Prevederemo la possibilità di segnalare e discutere problemi, idee e proposte, con la certezza di avere interlocuzioni da parte della Giunta e risposte certe, rapide e circostanziate da parte degli uffici. Con questi obiettivi in mente realizzeremo il nuovo sito Web del Comune, snello, efficiente ed amichevole per gli utenti. Favoriremo le dirette streaming del Consiglio e un canale wi-fi tv di comunicazione istituzionale, anche a disposizione di tutti i gruppi consiliari.

Cultura, il sistema educativo, lo sport  La cultura è di chi la fa e di chi la coltiva. Le istituzioni e la politica non possono “comandare” la produzione della cultura e le forme di libera espressione, ma possono dare un grande aiuto per supportare le forme di espressione, per mettere in rete il mondo variegato della cultura, per favorire la loro autonomia e autogestione. La cultura è tutta con la C maiuscola: una grande forza di Alghero è la presenza di molti soggetti che operano nelle attività della cultura e dell’intrattenimento, alcuni più solidi e con una lunga tradizione, altri più effimeri, o più piccoli, o più volatili, o più creativi, o più trasgressivi. Una rete di attività che non sono coordinate e messe a valore, pubblicizzate e sostenute, ma che rappresentano una grande possibile leva di sviluppo. Dobbiamo sostenerli, anche riducendo l’appesantimento burocratico e cancellando – attraverso modifiche regolamentari – oneri e spese a carico degli stessi soggetti comunali, da parte del Comune, per attività culturali in spazi pubblici. Alcune di queste attività hanno radici nelle scuole, anche esse sono spesso non coordinate e non valorizzate: l’intero sistema educativo deve essere ripensato per rafforzarne l’autonomia, dotarlo di strutture moderne, collegarlo alle attività formative e di educazione permanente, tenere sotto controllo la dispersione, innalzare la qualità, verificare l’occupabilità dei diplomati. Altre attività hanno radici nelle associazioni: anche le associazioni, con le loro differenze preziose, vanno aiutate a fare sistema, a saper progettare, a programmare le attività: vanno sostenute e facilitate. Altre attività sono di professionisti e di piccole imprese, capaci di innovazione e di raggiungere pubblici diversi, ma anch’esse poco sostenute e mal finanziate. Un Progetto Cultura è basato soprattutto sul coordinamento e sulla pianificazione, su meccanismi certi e produttivi di finanziamento. Non servono sempre necessariamente strutture dedicate e grandi eventi: il patrimonio culturale, storico, museale e ambientale pubblico deve entrare nel sistema della progettazione culturale complessiva. Una particolare attenzione va data al sostegno alle attività di produzione culturali dentro cui può trovare spazio il rilancio delle tradizioni artigianali. Senza dimenticare le nostre molte tradizioni e radici, e tra esse la lingua algherese, il catalano di Alghero che oltre a essere una delle componenti dell’identità della nostra città, può essere un valore economico da utilizzare intelligentemente, anche nella toponomastica e negli atti del Comune.. Realizzeremo la Consulta della Cultura e quella delle associazioni che si occupano della Lingua. Un ruolo centrale può essere quello del recupero di spazi ed edifici, nella città (ad esempio il cotonificio e l’ex-vetreria, il Caval Marì e il Balaguer ma anche il sistema delle torri), nelle borgate, e soprattutto a Fertilia, la cui rilevanza architettonica e urbanistica può essere messa in valore con la programmazione di attività culturali stabili e di rilievo nazionale, mettendo a frutto finanziamenti regionali già accordati. Per questo metteremo in rete tutti gli attori culturali presenti in città, coinvolgendoli nella creazione di un Sistema educativo e culturale locale. Si tratta di dare corpo e offrire un modello di lavoro e di pratiche a tutti quelli che si riconoscono in un’idea di sistema culturale: gli operatori, le scuole, le imprese, le associazioni, l’università e tutte le istituzioni. Solo così la cultura può contribuire alla coesione, alla libera espressione di tutti cittadini, alla promozione sociale di persone e gruppi, alla creazione di sentimenti di appartenenza: una società coesa, che ha più capacità per risolvere i conflitti e godere di un alto grado di giustizia sociale.

La presenza del Dipartimento di Architettura è un elemento centrale per il sistema educativo e culturale di Alghero, anche oltre gli evidenti benefici di carattere economici e sociale. Vogliamo assegnarle gli spazi di cui ha bisogno per le sue attività didattiche e di ricerca, spazi che saranno anch’essi utilizzabili da tutta la città: tra questi, in particolare puntiamo a una grande biblioteca pubblica a gestione congiunta tra Comune e Università, un’aula magna, sale multimediali. La presenza dell’università può essere l’occasione per rafforzare la nascita di centri e gruppi di ricerca e diventare incubatrice di imprese e attività in settori ad alto valore aggiunto. Chiederemo all’Architettura di contribuire allo sviluppo della città, di collaborare con il Comune sui temi della pianificazione urbanistica, della casa, della mobilità, della partecipazione, delle politiche turistiche, dello sviluppo locale. Esiste l’opportunità di concordare con l’ERSU interventi a favore della residenza studentesca a partire dal recupero di case sfitte e dalla ristrutturazione di immobili abbandonati e quella di definire interventi per la realizzazione di uno spazio per le piccole imprese innovative sul modello del co-working. Bisogna migliore i luoghi per l’istruzione per i nostri figli: attueremo con la Regione un progetto di riqualificazione degli edifici scolastici e realizzeremo, con un coordinamento effettivo, un nuovo rapporto tra scuola e mondo imprenditoriale locale. Valorizzeremo anche i centri di innovazione e ricerca del territorio, tra cui il Porto Conte Ricerche e il Centro per la Conservazione e Valorizzazione della Biodiversità. Alghero è una città che potrebbe essere un paradiso per gli sportivi, non solo locali. Ma mancano strutture e impianti adeguati e serve un coordinamento che valorizzi l’attività delle tante associazioni sportive presenti sul territorio. Con una diversa gestione, basata su regole scelte e condivise, con un’estensione dei periodi e degli orari di ’apertura e progetti di espansione e miglioramento delle strutture sportive comunali. Ad esempio la piscina comunale può essere coperta con soluzione tecniche relativamente semplici e poco costose. Ma gli esempi sarebbero tanti, sintomo di una trascuratezza e di una passività dell’amministrazione comunale che vogliamo eliminare. Parteciperemo a bandi che ci portino finanziamenti in grado di completare gli impianti sportivi incompleti e di costruirne di nuovi, rafforzando il ruolo della cittadella di Maria Pia. Lo sport è anche e soprattutto salute: incoraggeremo la pratica sportiva a qualsiasi livello, professionistico e amatoriale, per i ragazzi, gli adulti, gli anziani, di concerto con le società attive, che saranno sostenute anche nell’organizzazione di eventi e campagne di sensibilizzazione per l’educazione motoria nelle scuole fin dalla prima infanzia.

La famiglia, il sociale, la sanità  La famiglia è il nucleo fondamentale della società, è necessario pensare a interventi strutturali che prevengano le situazioni di disagio o ne promuovano il superamento e che sostengano il benessere della famiglia e dei suoi componenti. Le politiche familiari concorrono allo sviluppo economico e culturale del territorio, garantendo il rafforzamento della coesione e del capitale sociale e relazionale. Le attività proposte si articolano in azioni di gestione e coordinamento dei servizi e in azioni di supporto e sostegno diretto. Tra questi, menziono la necessità di garantire puntuale erogazione delle somme destinate a finanziare i piani personalizzati per le persone con disabilità gravi (Legge 162/1998); l’istituzione dell’ufficio inter- assessoriale per le politiche familiari e dello sportello di consulenza e risposta alla famiglia, la cui attività sia condotta in rete con le realtà e le agenzie presenti nel territorio; l’istituzione e adozione del “Quoziente Alghero” in sostituzione dell’indicatore ISEE, finalizzato all’applicazione di correttivi e riduzioni su tasse e imposte comunali e sulle tariffe applicate ai servizi comunali (asili nido, scuole materne, mense scolastiche, trasporti scolastici); l’istituzione della “Carta Famiglia”, che conferisce agevolazioni e sconti per l’acquisto di beni e servizi in convenzione con enti istituzionali e privati; la revisione del progetto “Mamma Accogliente” e promozione di servizi diversificati per l’infanzia quali micro-nido e nidi famiglia; gli interventi finalizzati alla riduzione del costo dei libri di testo, in particolare per le famiglie più numerose; l’adozione di un piano di edilizia convenzionata che nella sua disposizione tenga conto della composizione del nucleo familiare. La sanità algherese è in una situazione difficile. Da parte del Comune occorrono azioni attive di sostegno e di sviluppo dei servizi sanitari, e occorre un deciso intervento nei confronti della Regione per il suo potenziamento. Opereremo l’integrazione tra il settore socio-assistenziale e quello sanitario, attraverso la gestione coordinata degli interventi, la progettazione e co-progettazione partecipata, la concertazione territoriale in ambito sanitario. Ci impegneremo a recuperare il ruolo naturale di guida di Alghero, quale comune capofila del PLUS. Istaureremo un rapporto costruttivo tra Amministrazione e ASL finalizzato a creare un’infrastrutturazione sanitaria di qualità ed eccellenza nel territorio (in particolare reparti di lungodegenza, residenze sanitarie assistite). L’eccellenza di un ospedale sta nell’efficienza e la qualità dei reparti gestiti con criteri moderni e con l’uso di tecnologie avanzate valide per l’accreditamento regionale; per questo occorre impegnarsi presso le istituzioni regionali per assicurare l’autonomia amministrativa e tecnica dell’ospedale, per garantire l’adeguamento del piano degli investimenti tecnologici e per l’umanizzazione delle cure sia dal punto di vista architettonico (lavori di ristrutturazione, arredi moderni e funzionali) sia attraverso la formazione del personale. Come detto, abbiamo conosciuto e attraversato la città, fatta anche di oltre 100 associazioni vivaci e dinamiche, da facilitare e non da appesantire burocraticamente nella loro spontanea e organizzata azione a vantaggio del sociale, del volontariato, dello sport e della cultura: a loro dedicheremo sedi e spazi comunali, la cui mappatura sarà portata a conoscenza della città per favorirne l’uso collettivo.

Ambiente e aree protette La valorizzazione del patrimonio ambientale costituisce un elemento fondamentale per garantire il benessere dei cittadini, e al contempo rappresenta un opportunità di sviluppo. In questa senso orienteremo alcuni progetti chiave: il progetto di rinascita di Surigheddu e Mamuntanas; il progetto di riqualificazione ambientale della Laguna del Calich; l’istituzione della Rete Ecologica Comunale che preveda il collegamento delle Aree Protette all’area di Maria Pia Maria, che diventerà in parte un Parco territoriale finalizzato all’uso ricreativo, sociale, culturale e sportivo, ai Parchi Urbani cittadini fino all’area olivetata a sud di Alghero. Buona parte del nostro territorio e del nostro mare sono caratterizzati da un elevato grado di naturalità che oltre a costituire un valore in sé rappresenta una grande opportunità di crescita culturale ed economica per la comunità algherese. Per conservare questo patrimonio ambientale all’uso pubblico, la nostra comunità, con una scelta moderna e coraggiosa, ha voluto l’istituzione del Parco di Porto Conte e dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia. Inoltre, l’Unione Europea riconoscendo un valore comunitario a una parte del nostro patrimonio naturale ha istituito tre Siti di Interesse Comunitario “Capo Caccia – P.ta Giglio”, “Lago Baratz – Porto Ferro”, “Entroterra e Zona Costiera tra Bosa, Capo Marargiu e Porto Tangone e la Zona di Protezione Speciale “Capo Caccia” che fanno parte della grande Rete Natura 2000 presente in tutti gli Stati Membri della U.E. Infine, tutto il Promontorio di Capo Caccia è inserito nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna che fa parte della rete dei Geoparchi dell’UNESCO. Riconosciamo in questo complesso sistema di Aree Protette una grande opportunità per la nostra comunità e per questo ci impegneremo a rafforzarne l’azione amministrativa e progettuale e a portare avanti il lavoro fin qui svolto. Per una corretta valorizzazione che metta al centro delle scelte i benefici per la comunità occorrerà definire un progetto organico di sviluppo attraverso il quale valutare le modalità di gestione più efficaci. Un punto indispensabile di questo progetto è la rivisitazione della legge istitutiva del Parco di Porto Conte al fine di snellirne gli organi amministrativi e di ricondurli ad un’unificazione gestionale con il sistema delle aree protette. [Servizi e mobilità] Tutti i quartieri, Fertilia, le borgate e l’agro hanno bisogno di servizi: la nascita di nuove urbanizzazione puramente residenziale, anche quando ha dato un qualche sollievo al problema della casa non è stata accompagnata da una pianificazione dei servizi, né quelli pubblici, a partire dalla mobilità, né quelli privati: le aree destinate dalle norme di piano a servizi, sono rimaste spesso aree vuote, residuali, derelitte. Perseguiremo l’obiettivo di una equa distribuzione di servizi e funzioni tra quartieri, Fertilia e le borgate, che devono diventare nodi di una rete di servizi territoriali. Lo spopolamento e la competizione di attività più redditizie hanno sostituito o eliminato molti servizi di prossimità, quasi dovunque, a partire dal centro storico per finire alle borgate. La città non è composta da una vetrina e da luoghi residuali: una vetrina su cui investire, in modo spesso appariscente e inutile, e luoghi residuali, abbandonati quasi sempre, senza un progetto, senza piani, in cui gli unici interventi sono stati anch’essi legati alla logica dell’apparire: interventi dall’esterno, che non fanno i conti con le reali esigenze dei quartieri, che mai coinvolgono gli abitanti e gli utilizzatori. Serve ripensare il sistema della mobilità, non solo delle infrastrutture e delle reti di trasporto, ma di modi con cui muoversi. Infatti in una realtà come Alghero ci si può spesso muovere in modi molto diversi: a piedi, in bicicletta, con un trasporto pubblico personalizzato, oltre che con i mezzi di trasporto pubblici e privati motorizzati, il che vuol dire ad esempio percorsi per i pedoni e i ciclisti (anche, ma non solo piste ciclabili) . C’è da pianificare il sistema della mobilità all’interno della città compatta, tra questa e Fertilia, le borgate e l’agro, all’interno delle borgate e dell’agro, con le città vicine; ma c’è un problema più generale di accessibilità e di mobilità sovra locale che può essere studiato, anche pensando a modalità organizzate di condivisione e aree di scambio intermodali. Non tutto può essere fatto dal Comune: gli interventi infrastrutturali ad esempio dipendono spesso da scelte esterne, ma certamente il Comune può assumere il compito di coordinare i diversi soggetti pubblici e privati e di organizzare il sistema stradale per far convivere diverse esigenze, con l’obiettivo di favorire la mobilità, ridurre la congestione e l’inquinamento, aumentare l’autonomia e la libertà di movimento di tutti, in particolare dei soggetti deboli, bambini e anziani. Un sistema di mobilità efficiente e diversificato servirebbe in primo luogo a favorire la qualità della vita degli abitanti, ma sarebbe anche uno degli strumenti fondamentali per attirare turisti fuori stagioni e favorire la distribuzione in tutta la città dei vantaggi del turismo.

Signor Presidente, signore e signori Consiglieri, signore e signori Assessori, algheresi. Il governo di una città va oltre a quello che fa l’amministrazione comunale. Sono tante le persone disponibili ad assumere un ruolo e delle responsabilità nella gestione della cosa pubblica, nelle associazioni, nelle attività di volontariato, nel controllo, nelle pratiche di solidarietà, nelle economie alternative, nella cultura. Sono queste energie sociali, queste disponibilità delle persone, questa voglia di rendersi protagonisti delle cittadine e dei cittadini, che devono essere accolte, attivate e sostenute in un grave momento di crisi in cui gli Enti locali sono spesso costretti a limitarsi a gestire tagli e riduzioni di servizi. Questo richiede una concreta realizzazione del principio di sussidiarietà in cui il pubblico non abdica ai suoi compiti, ma si assume le sue responsabilità e i suoi doveri di coordinamento e pianificazione, coinvolgendo le cittadine e i cittadini e le realtà sociali nella progettazione e nella gestione. Comitati di quartiere capaci di operare e progettare, associazioni, imprese, scuole possono essere i nodi di una rete dello sviluppo locale, capace di assicurare lavoro, sviluppo, solidarietà, fraternità e sicurezza. In queste dichiarazioni programmatiche ho tralasciato molti temi, molte soluzioni e proposte che abbiamo contenuto nelle dieci schede-progetto. In essa trovate le risposte per il Porto, il Palazzo dei Congressi e tante altre infrastrutture nonché per i vari settori d’intervento. Se mi chiedeste di riassumere lo spirito, la visione, il progetto della nostra città per i quali ci impegniamo, userei tre parole: Alghero buona, bella e giusta. Nei mesi scorsi abbiamo usato un’espressione: in prima persona – plurale. Non si trattava di una test di grammatica della scuola elementare.

Si trattava di un noi speciale. Un noi che non era mai solo su ciò che un sindaco, una giunta, un consiglio comunale farà per il bene comune di questa città. Quel noi era invece su ciò che tutti noi insieme possiamo fare per questo grande progetto democratico: per Alghero bella, buona e giusta. Ringrazio, i tanti concittadini che in queste settimane si sono presi cura del verde, che hanno pulito pinete e zone della città, a volte anche realizzando una bella opera di integrazione con persone provenienti dal Senegal, come è avvenuto nella azione di pulizia della spiaggia di Maria Pia. Ringrazio i tanti con cittadini che si prendono cura dello spazio pubblico, della pulizia, del verde di fronte alle loro case o ai loro esercizi commerciali. Ringrazio tutti i cittadini che con noi amano Alghero e sentono e vivono la città come casa propria. Ringrazio Dante, un grande artigiano, che come dono, col lavoro delle proprie mani, ha reso più accogliente il portone d’ingresso di questo municipio. E’ un simbolo di una città che certamente è la Riviera del Corallo, che è già città dell’olio e del vino, ma che sempre più deve contraddistinguersi come città della fraternità. Una categoria politica poco utilizzata, ma viva, fin dai tempi della Rivoluzione francese. E perché no, nonostante le nostre contraddizioni da far rivivere nella rivoluzione che vogliamo avviare in città. Rivoluzione nei comportamenti, intanto, e nei rapporti, a cominciare da quello fondamentale col Consiglio e con ogni Consigliere, di maggioranza o di minoranza. Renderemo conto di tutto e ci confronteremo con tutti, nella lealtà, sapendo riconoscere e valorizzare il ruolo democratico dell’opposizione e il valore dell’intero corpo elettorale che si esprime nella varietà del Consiglio. Lavoriamo tutti in prima persona plurale. Così, ce la facciamo. Grazie.

21 giugno 2014