“Lavori domestici, l’avanzata delle badanti”

L’opinione di Uccio Piras

Nell’isola sono il doppio delle colf. In calo i dipendenti con contratto regolare. L’osservatorio dell’INPS: aumenta l’età media dei collaboratori impegnati nelle famiglie. La popolazione italiana invecchia e cresce la richiesta di badanti rispetto alle colf: nel 2024 (segnala l’Inps nell’osservatorio sul lavoro domestico) i domestici con almeno un contributo versato sono stati circa 820.000, in calo del 3% sull’anno precedente.

Rispetto al 2021, anno nel quale dopo l’emersione legata alla pandemia si era superata quota 975.000, si sono persi circa 158.000 lavoratori regolari. Tra le principali novità c’è il sorpasso delle badanti che raggiungono il 51% del totale con circa 414.000 unità.

Anche in questo caso c’è una lieve flessione del lavoro regolare ma inferiore a quella che si registra per le colf. In Sardegna (come a suo tempo, parlando della nostra longevità record a livello nazionale avevo previsto nei precedenti articoli in merito !!!) ci sono 47.000 circa lavori domestici di cui 43.000 sono donne (91%) e 4.300 uomini (9,5%). La regione presenta una composizione molto vicina alla media nazionale, con una forte predominanza femminile.

Tuttavia, la percentuale maschile è leggermente inferiore rispetto a quella nazionale. La percentuale di badanti (71%) è nettamente superiore alle colf (29%). A livello nazionale aumenta l’età dei lavoratori domestici con il 44%, che ha un’età superiore ai 55 anni (il 25% che supera i sessant’anni) e appena il 4% che ne ha meno di 29.

Un dato questo che preoccupa le associazioni dei datori di lavoro domestico e le famiglie stesse perché fa prevedere una carenza a breve di cui questi servizi di cura che sono essenziali per una parte significativa dei nuclei. Le associazioni chiedono un intervento sui flussi che allarghi le maglie delle entrate degli extracomunitari, ma anche misure che allevino il peso del lavoro domestico sulle famiglie e rendano più conveniente la regolarizzazione.

E se l’età media dei lavoratori domestici è salita negli ultimi 10 anni di circa 5 anni arrivando a 52 anni, è salita in modo significativo anche quella del datore di lavoro toccando i 72 anni con circa il 41% dei datori che ha superato gli 80 anni. Il 90% dei lavoratori domestici è donna. I territori: il nord ovest è l’area geografica con il maggior numero di lavoratori domestici (31%), seguita dal centro con il 28%, dal nord-est con il 20%, dal sud con il 13% e dalle isole con il 10%.

La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri (69% del totale) anche se si conferma una tendenza decrescente già iniziata nel 2022. Nel triennio 2022-2024 il numero degli stranieri si è ridotto dal 18% a fronte di un calo del 13% per gli italiani.

L’analisi dei dati sulle retribuzioni del 2024 conferma che, contrariamente a quanto accade per altre categorie di lavoro, le lavoratrici domestiche in media hanno una retribuzione più alta rispetto agli uomini con 7.900 € medi contro 7.500 €. La retribuzione oltre che per sesso si differenzia anche per tipologia di lavoro, l’attività di badante presenta retribuzione mediamente più alta del 30%, rispetto all’attività di colf.

Ritorneremo su questo argomento, anche perché la nostra sanità, soprattutto in Sardegna è sull’orlo del collasso. Anche perché i nostri centenari di giorno in giorno sono in continuo aumento a livello nazionale. Speriamo che la recente nomina, ancora non totale dei direttori generali da parte dell’attuale assessore ad interim della sanità Todde, non certamente risolverà quanto prima problemi legati alle colf e badanti che mettono in crisi parecchie famiglie. Alla prossima dissertazione in merito!!!

Ad Maiora!!!

Uccio Piras, 22 Gennaio 2026