«Ingressi della città ostaggio di degrado, erbacce e rifiuti»

Sotto accusa le condizioni della Sassari-Alghero e della panoramica per Bosa: «Le piazzole panoramiche sono diventate micro-discariche. Serve uno sfalcio radicale delle erbacce».

Un biglietto da visita decisamente desolante per residenti e turisti che in queste settimane estive raggiungono la Riviera del Corallo. Erbacce infestanti, rotatorie lasciate all’incuria e spazzatura abbandonata lungo i margini delle carreggiate caratterizzano ormai i principali varchi d’accesso urbani. La denuncia, netta e documentata, arriva dal comitato cittadino Futuro Nazionale Alghero 221, che punta il dito contro lo stato di «intollerabile abbandono» in cui versano i tre collegamenti chiave del territorio: la quattro corsie Alghero-Sassari, la bretella per l’aeroporto di Fertilia e la strada panoramica Alghero-Bosa.

Secondo l’organismo locale, la situazione richiede un intervento drastico e non più rinviabile di bonifica e sfalcio del verde, con priorità assoluta per gli svincoli stradali, ormai quasi inghiottiti dalla vegetazione spontanea. Il cuore della protesta tocca una delle arterie costiere più suggestive e fotografate dell’intera Sardegna, dove si sta consumando un vero e proprio corto circuito d’immagine:

«Lo scenario più avvilente si registra lungo la celebre litoranea per Bosa — spiegano i rappresentanti del comitato —. Qui, le piazzole di sosta, storicamente apprezzate per gli scorci mozzafiato sul mare, sono state declassate a squallide micro-discariche abusive. È una vera e propria mortificazione agli occhi dei visitatori, sempre più spesso spinti a immortalare i cumuli di rifiuti piuttosto che le bellezze del nostro paesaggio. Questo degrado infligge un danno d’immagine incalcolabile alla città, minandone la vocazione turistica».

Per superare la paralisi, Futuro Nazionale Alghero 221 ha deciso di muoversi per vie ufficiali, individuando l’interlocutore istituzionale a cui spettano gli oneri di pulizia delle tratte extraurbane e dei relativi incroci: «L’appello, che assume i contorni di una vera e propria diffida, è indirizzato formalmente alla Provincia, ente che detiene la responsabilità diretta sulla manutenzione della rete viaria. Non c’è più spazio per le attese o per i classici rimpalli di competenze tra amministrazioni. Esigiamo un’azione immediata per ripristinare la dignità e il decoro: la pulizia e la cura delle porte d’ingresso della città sono una priorità che va garantita senza ulteriori indugi».

5 Luglio 2026