«Il SERD non si tocca»: scoppia la polemica sul trasloco dal Distretto all’Ospedale

Dubbi sulle ragioni tecniche legate al PNRR. L'allarme di Mulas: «Aumenta lo stigma per chi soffre di dipendenze, la sede resti in via degli Orti».

Il Presidente della Commissione Consiliare Sanità, Christian Mulas, interviene con fermezza contro la decisione della ASL n. 1 di Sassari di trasferire il SERD di Alghero da via degli Orti ai locali dell’ex Guardia Medica presso l’Ospedale Marino. «La motivazione fornita dall’ASL per mezzo stampa, ovvero consentire la conclusione dei lavori del PNRR in via degli Orti, appare fragile e poco convincente», attacca Mulas. «Se la ragione fosse esclusivamente tecnica, legata agli interventi edilizi, non si spiega perché sia stato trasferito soltanto il SERD e non gli altri servizi presenti nella medesima struttura. È legittimo ritenere di essere di fronte a una decisione già programmata, accompagnata da una spiegazione costruita successivamente».

Il Presidente pone l’accento anche sul metodo adottato dall’azienda sanitaria: «Ancora più grave è il mancato coinvolgimento preventivo del Sindaco, quale Autorità sanitaria locale, e della Commissione Sanità. Si tratta di un atto assunto unilateralmente, senza confronto istituzionale e senza una valutazione pubblica dell’impatto sui pazienti. Nonostante l’ASL parli di interlocuzioni con l’Amministrazione per cercare locali alternativi, preciso che non risulta alcuna richiesta formale relativa al SERD; l’unica istanza riguardava spazi per i servizi veterinari, circostanza che rende l’intera vicenda ancora più opaca».

Secondo Mulas, la scelta violerebbe anche gli indirizzi nazionali: «Il quadro normativo è chiaro: il Decreto Ministeriale 77/2022 stabilisce che i Servizi per le Dipendenze sono parte integrante della rete territoriale e vanno collocati nei Distretti e nelle Case della Comunità. La riforma punta a rafforzare l’assistenza di prossimità, non a ricondurla in ambito ospedaliero. Collocare stabilmente il SERD in un ospedale è una scelta in evidente controtendenza e il mancato finanziamento PNRR non può essere una giustificazione per alterare il modello organizzativo previsto dalla legge».

«Le dipendenze da sostanze sono in aumento ed è fondamentale non ghettizzare questi pazienti», prosegue la nota del Presidente. «Trasferire il servizio in un contesto ospedaliero rischia di aumentare lo stigma, rendere più difficile l’accesso e interrompere percorsi terapeutici delicati. Lo spostamento comporta criticità evidenti, come la possibile compromissione della privacy in un contesto ad alta affluenza e l’indebolimento dell’integrazione con i servizi sociali comunali. A pagare le conseguenze di questa decisione saranno i pazienti e le loro famiglie».

In chiusura, Mulas avanza richieste precise alla dirigenza sanitaria: «Su una questione così delicata non possono esserci ambiguità. Chiedo formalmente la trasmissione di una relazione tecnica dettagliata, la dimostrazione della coerenza della scelta con il DM 77/2022, l’attivazione immediata di un tavolo di confronto e la sospensione del provvedimento. È necessario il ripristino del SERD nella sede di via degli Orti, nel rispetto della dignità e dei diritti delle persone più fragili. La sanità territoriale non può arretrare».

2 Marzo 2026