Il diritto al cibo al centro di Nàrami: a Sa Mandra un confronto tra etica, salute e arte
Il 7 marzo torna il contenitore culturale dell'azienda algherese. Ospiti d’eccezione per riflettere sulle disuguaglianze alimentari e sulla responsabilità del produrre. In programma anche la mostra "Fuori Menù" di Luca Noce.
Cosa significa, oggi, avere diritto al cibo? Non è solo una questione di sopravvivenza, ma un tema complesso che intreccia giustizia sociale, salute pubblica e identità culturale. Su queste premesse riparte Nàrami, il progetto culturale dell’Azienda Agricola Sa Mandra che da cinque anni trasforma la realtà rurale in uno spazio di dialogo e riflessione collettiva. L’appuntamento di marzo accende i riflettori su una contraddizione globale: mentre vaste popolazioni lottano ancora contro la malnutrizione, altre devono fare i conti con i danni dell’ipernutrizione e di regimi alimentari squilibrati.
In un contesto come Sa Mandra, dove il legame con la terra è quotidiano, l’atto di coltivare e consumare diventa una scelta carica di significato che interroga la nostra visione del futuro. Per sviscerare l’argomento da diverse angolazioni, l’incontro ospiterà tre professioniste di rilievo che offriranno prospettive complementari. La discussione vedrà gli interventi di Carla Bassu, docente di Diritto Pubblico Comparato presso l’Università di Sassari, della gastroenterologa dell’ospedale di Alghero Marisa Buono e dell’avvocata e scrittrice Francesca Spanu. Il dialogo si muoverà così tra i binari della politica, della medicina e della responsabilità individuale.
Il dibattito sarà ulteriormente impreziosito dalle storie in musica di Maria Giovanna Cherchi, maestra di armonia, che accompagnerà il pubblico in un percorso di suggestioni sonore. A completare il programma della giornata sarà l’inaugurazione della mostra “Fuori Menù” di Luca Noce. Attraverso tele e sculture, l’artista esplorerà il valore estetico e simbolico del cibo, indagando come quest’ultimo sia diventato un’immagine capace di sedurre ma anche di trasformarsi in una moderna ossessione visiva.
L’appuntamento del 7 marzo si preannuncia dunque come una tappa fondamentale del percorso di Nàrami: un invito a guardare oltre il piatto per riscoprire il cibo come strumento di libertà, etica e conoscenza.














