I Riformatori Sardi sul porto: «Manca una strategia di sviluppo»
Il coordinamento cittadino critica la gestione dell'infrastruttura dopo le polemiche sui rifiuti: «Il porto è ridotto a un semplice parcheggio di barche, serve una svolta per il turismo nautico».
Il dibattito sullo stato del porto di Alghero si accende dopo le recenti polemiche sul decoro urbano. Sulla questione sono intervenuti i Riformatori Sardi di Alghero, sollevando una critica profonda che va oltre la gestione immediata dei rifiuti e investe la programmazione strategica dell’infrastruttura. Secondo la nota diffusa dal coordinamento cittadino del partito, la crisi dell’area portuale non è solo una questione di pulizia, ma il sintomo di una prolungata assenza di visione politica ed economica: «Le immagini pubblicate dalla stampa con le isole ecologiche del porto trasformate in discariche a cielo aperto, rappresentano certamente un danno per l’immagine di Alghero, ma sarebbe un grave errore limitarsi a discutere dei rifiuti. Il problema vero è che da troppi anni il porto di Alghero è privo di una vera strategia di sviluppo e di gestione.»
I Riformatori tracciano poi un parallelo con altre realtà isolane, evidenziando il divario nei servizi e negli investimenti legati al diportismo: «Mentre in altre zone della Sardegna si è investito sul turismo nautico, favorendo la crescita economica e l’aumentare del livello dei servizi, ad Alghero si è preferito amministrare l’ordinario, rinunciando completamente ad una visione di lungo periodo. Il nostro porto, a differenza di altri, è rimasto un semplice parcheggio di barche anziché diventare un moderno marina turistico capace di generare economia, occupazione e servizi per tutta la città.»
La critica si sposta poi sulle responsabilità della politica locale e degli enti di gestione, come il Consorzio del Porto, accusati di non aver esercitato il proprio ruolo di guida: «La politica cittadina, anche attraverso la partecipata comunale del Consorzio del Porto, ha completamente abdicato al proprio ruolo di indirizzo e di tutela di una delle principali infrastrutture economiche della città. Credere nel porto significa garantirne il decoro, la sicurezza e l’organizzazione. Significa regolamentarne gli accessi, impedire che diventi un’area camper attraversata indistintamente da chiunque, installare sistemi di controllo, garantire servizi efficienti e presentare ai diportisti e ai turisti un’infrastruttura all’altezza di una destinazione internazionale come Alghero.»
In conclusione, la nota del partito esprime un duro bilancio sulla situazione attuale, lamentando la perdita di competitività dello scalo algherese a scapito degli operatori del settore: «Invece abbiamo assistito all’esatto contrario con la “giostra” che ogni estate la fa da padrone. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, un’infrastruttura che continua a perdere competitività e occasioni di crescita. Chi avrebbe dovuto rappresentare il motore dello sviluppo del porto non è riuscito a imprimere quella svolta che gli operatori del settore aspettano ormai da troppi anni. Il risultato è un totale fallimento.»
















