Falsi flussi migratori e furti d’identità: smantellata a Sassari una rete pro-immigrazione clandestina

L'indagine dei Carabinieri del NIL e dell'Ispettorato del Lavoro svela oltre 1.200 istanze fraudolente caricate sui portali ministeriali: 29 gli indagati.

Una massiccia operazione di controllo, condotta tra il 2022 e il 2025 dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro in stretta sinergia con i funzionari dello Sportello Unico Immigrazione di Sassari, ha portato alla luce un sofisticato sistema criminale finalizzato al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sotto la lente degli investigatori e della Procura della Repubblica sono finite 3.372 istanze presentate tramite l’applicativo ministeriale SPI 2.0, lo strumento che dovrebbe permettere alle aziende dei settori agricolo, edile e ricettivo di richiedere manodopera straniera.

L’analisi dei flussi ha rivelato scenari inquietanti: oltre la metà delle domande analizzate è stata rigettata, ma è sul pacchetto delle istanze revocate per irregolarità che si è concentrata l’attenzione dei militari. Le indagini hanno accertato che ben 291 pratiche trasmesse a Sassari e altre 965 inviate in varie province d’Italia erano frutto di un raggiro informatico e documentale. Gli indagati, sostituendosi a imprenditori del territorio del tutto ignari, caricavano sulla piattaforma migliaia di documenti aziendali per simulare la necessità di manodopera e ottenere i nulla osta d’ingresso. In un caso emblematico, i codici di accesso utilizzati per compilare le domande appartenevano a un imprenditore deceduto anni prima.

Il sistema, oltre a danneggiare la fede pubblica e le aziende locali, colpiva duramente i lavoratori stranieri, provenienti perlopiù dal Sud Asia e dall’Africa, pronti a lasciare i propri affetti per un impiego e un alloggio che, una volta giunti in Italia, si sarebbero rivelati inesistenti. Grazie alle denunce degli imprenditori che si sono accorti dell’uso illecito dei propri dati e al costante monitoraggio del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, la rete è stata intercettata prima che le istanze entrassero nelle quote utili per l’ingresso nello Stato.

Al termine dell’attività investigativa, sono 29 i soggetti, tra cittadini italiani e stranieri, segnalati all’Autorità Giudiziaria. Le accuse variano dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina alla sostituzione di persona, fino all’uso di atti falsi e alla diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici.

11 Marzo 2026