Continuità Alghero-Milano, Tedde (FI): «Gara deserta per colpe politiche e distacco dalla realtà»
Il consigliere azzurro attacca il modello della Regione: «Sistema insostenibile e dirigista, serve una liberalizzazione controllata per salvare lo scalo».
Il fallimento della gara per la rotta Alghero-Milano non è un incidente di percorso, ma il risultato di una gestione politica e tecnica scollegata dalla realtà. Ne è convinto Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia, che analizza con durezza lo stallo in cui versa il collegamento con Linate. Secondo l’esponente azzurro, la mancanza di offerte da parte dei vettori era ampiamente prevedibile: «La gara è andata deserta non per caso, ma per precise responsabilità politiche e per un impianto tecnico scollegato dalla realtà del mercato», attacca Tedde, sottolineando come la rotta sia stata progressivamente indebolita da una domanda limitata e dalla concorrenza di scali alternativi più convenienti.
In questo scenario, l’imposizione di oneri di servizio pubblico particolarmente rigidi avrebbe reso il sistema strutturalmente insostenibile. Tedde evidenzia come l’obbligo di mantenere tariffe basse e margini azzerati, a fronte di obblighi operativi gravosi, abbia prodotto un esito evidente: nessun vettore ha partecipato. La continuità territoriale oggi sopravvive solo grazie alla proroga tecnica di ITA Airways fino al 24 ottobre 2026, una misura che il consigliere liquida come «solo una soluzione tampone», avvertendo che «senza un cambio di rotta si rischia un nuovo fallimento».
Per uscire dall’impasse, Forza Italia invoca un superamento radicale del modello attuale. «Serve un cambio di paradigma: superare il modello dirigista e avviare una liberalizzazione controllata della rotta», spiega l’esponente azzurro, proponendo una gestione più flessibile degli slot su Linate e la tutela dei residenti attraverso contributi diretti, uno strumento che permetterebbe di proteggere i sardi «senza distorcere il mercato». Sotto accusa finisce anche il dimensionamento dell’offerta, giudicato errato poiché «più frequenze e aeromobili più grandi stanno generando bassi coefficienti di riempimento e costi insostenibili», rendendo di fatto inefficiente l’utilizzo dei mezzi.
Il sistema attuale, secondo l’analisi di Tedde, finisce per bloccare ogni dinamica di mercato e scoraggiare i nuovi operatori che trovano altrove condizioni molto più vantaggiose. Il monito finale alla Giunta regionale è un richiamo al pragmatismo per evitare che l’aeroporto di Alghero finisca in una spirale di marginalizzazione irreversibile. «La verità è semplice: senza sostenibilità economica non esiste continuità territoriale», conclude il consigliere, esortando la Regione ad «abbandonare la propaganda e affrontare seriamente il problema, prima che lo scalo di Alghero subisca un ulteriore ridimensionamento».

















