Caso campo di rugby, i Riformatori: «Silenzio inaccettabile da Giunta e Consiglio»

Il gruppo politico denuncia un anno di annunci e rinvii sull'impianto sportivo, sollecitando sindaco, giunta e consiglieri a prendere una posizione pubblica sulla gestione della struttura

La gestione del campo comunale di rugby di Maria Pia finisce al centro di un duro attacco politico da parte dei Riformatori Sardi di Alghero, che intervengono con una nota per denunciare l’assenza di risposte da parte dell’amministrazione e delle forze presenti nell’aula consiliare. «La vicenda del campo comunale di rugby di Maria Pia ha ormai superato ogni limite di tollerabilità – sostengono i Riformatori Sardi –. Di fronte a una vicenda di questa portata, colpisce soprattutto il silenzio. Il silenzio del Sindaco, del Vicesindaco e dell’intera Giunta, che continuano a non assumersi la responsabilità politica di questa vicenda. Colpisce però ancora di più il silenzio della maggior parte delle forze politiche presenti in Consiglio comunale, che osservano senza sentire il dovere di esprimere una posizione».

Secondo la rappresentanza del gruppo, la mancanza di presa di posizione non può essere considerata una scelta neutra: «Quando si discute di trasparenza, imparzialità amministrativa e corretta gestione di un patrimonio pubblico, il silenzio non è una posizione neutrale. Chi rappresenta i cittadini ha il dovere dell’onestà intellettuale, anche quando questo significa assumere posizioni scomode. Chi, invece, sceglie di non esporsi finisce inevitabilmente per rendersi complice di una gestione opaca che continua ad alimentare dubbi e sfiducia nelle istituzioni».

La nota ricostruisce quindi il percorso gestionale della struttura nell’ultimo anno: «Da oltre un anno gli algheresi assistono ad annunci, rinvii, promesse di bandi, affidamenti provvisori e continue incertezze, mentre, anziché trovare una soluzione equa per le due società coinvolte, continuano ad emergere nuovi interrogativi. Mancano trasparenza, equità nella gestione del bene pubblico e il riconoscimento dello stesso diritto di utilizzo dell’impianto da parte di entrambe le società sportive. È difficile comprendere come due realtà cittadine non riescano a convivere all’interno dello stesso campo comunale, mentre continuano ad accumularsi dubbi sul modo in cui vengono amministrati i beni pubblici della nostra città».

Di qui la richiesta di un’assunzione di responsabilità rivolta all’intera assemblea cittadina: «Per questo rivolgiamo un appello pubblico a tutti i consiglieri presenti in Consiglio comunale. Dicano pubblicamente ai cittadini cosa pensano di questa vicenda. Dicano, e la stampa darà loro il dovuto spazio, se ritengono che la gestione del campo di Maria Pia sia stata improntata ai principi di imparzialità e trasparenza o se ritengono normale che una questione così delicata continui a trascinarsi senza una soluzione definitiva».

In conclusione, la nota ribadisce la natura pubblica dell’impianto sportivo: «Lo sport merita rispetto e le associazioni sportive hanno diritto a regole certe. Il campo comunale di Maria Pia non è patrimonio di una parte, ma dell’intera città. E come tale deve essere gestito, alla luce del sole, con la massima trasparenza e nell’interesse esclusivo della collettività».

8 Agosto 2026