Carcere di Alghero, il M5S attacca il guardasigilli Nordio
La coordinatrice Giusy Piccone: «Nessuna risposta vera su sovraffollamento e carenza di organico»
Alta tensione sul futuro della casa di reclusione di Alghero. Al centro dello scontro politico c’è la risposta del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato del Movimento 5 Stelle, Mario Perantoni. Una replica che, secondo gli esponenti pentastellati, elude i nodi cruciali che stanno stringendo in una morsa l’istituto penitenziario catalano.
A sollevare il caso a livello locale è Giusy Piccone, esponente del Movimento 5 Stelle di Alghero, che traccia un quadro allarmante della situazione. Secondo Piccone, il Ministero ha trasformato una struttura funzionale, storicamente riconosciuta per l’eccellenza e la qualità del lavoro trattamentale e rieducativo, in un istituto sovraffollato, sottolineando come non si risolva l’emergenza carceraria semplicemente spostando il problema da una struttura all’altra.
I dati emersi delineano un trend in netta crescita che mette a rischio la sicurezza e la vivibilità della struttura. A fronte di una capienza regolamentare di 156 posti, al 31 gennaio 2026 i detenuti erano già saliti a 164, per poi toccare quota 180 presenze a seguito dei trasferimenti dello scorso 4 marzo. Un’escalation che rischia di compromettere irreparabilmente un equilibrio gestionale costruito negli anni, indebolendo i percorsi di reinserimento sociale e peggiorando drasticamente le condizioni di lavoro degli agenti.
Un altro fronte caldo riguarda la cronica carenza di personale della Polizia Penitenziaria. A fronte di una pianta organica teorica di 90 unità, il deficit reale è di circa 20 agenti. Le contromisure annunciate da via Arenula vengono giudicate del tutto insufficienti dal Movimento: l’invio di una sola figura apicale e il rinvio a futuri concorsi pubblici, caratterizzati da tempi notoriamente lunghi, non vengono considerati una risposta concreta all’emergenza attuale.
Piccone rivendica l’impegno compatto degli eletti del Movimento 5 Stelle in Comune, in Regione e in Parlamento a difesa del territorio e dei servizi essenziali, lanciando un chiaro ultimatum al guardasigilli. Dal M5S si chiedono risposte vere e immediate: tempi certi per il rientro della popolazione detenuta nei limiti della capienza regolamentare, un piano straordinario di assunzioni e garanzie blindate per non disperdere un modello trattamentale che finora ha rappresentato un patrimonio d’eccellenza per Alghero e per l’intero sistema penitenziario italiano.
















