Caos ecocentri ad Alghero, l’opposizione attacca: «Servizio inefficiente e costi raddoppiati»

I consiglieri di Forza Italia denunciano il paradosso delle aperture domenicali con scarrabili pieni: «Cittadini costretti a tornare indietro mentre la Tari aumenta».

Scoppia la polemica sulla gestione dei rifiuti nella Riviera del Corallo. I consiglieri di Forza Italia – Tedde, Caria, Ansini, Bardino e Peru – bocciano senza appello la riorganizzazione degli ecocentri cittadini, definendo la tanto sbandierata apertura domenicale come un provvedimento «del tutto inutile e dannoso».

Al centro della contestazione c’è il paradosso dei conferimenti: i cittadini che scelgono il fine settimana per smaltire i rifiuti si troverebbero sistematicamente davanti a cancelli che, pur essendo aperti, non possono accettare materiale. «Gli scarrabili sono già ricolmi e numericamente insufficienti», denunciano i rappresentanti dell’opposizione, spiegando che lo spazio limitato non consente l’aggiunta di ulteriori cassoni. Il risultato? Gli algheresi sono «costretti a fare “retromarcia” con i rifiuti al seguito», vanificando l’estensione degli orari.

La critica si sposta poi sul piano economico e della gestione del personale. Secondo i consiglieri, i dipendenti della società di gestione sarebbero costretti a presidiare le strutture anche la domenica con «costi per il personale raddoppiati a fronte di un servizio che non può essere reso». Fondi che, secondo la minoranza, l’azienda potrebbe invece destinare a servizi migliori e più efficienti.

L’affondo finale colpisce direttamente l’Amministrazione e l’Assessorato all’Ambiente, accusati di ignorare il problema mentre pianificano un aumento della pressione fiscale. «Assistiamo all’ennesimo paradosso: i costi della raccolta aumentano ma paghiamo per attività inadeguate», incalzano i firmatari della nota.

Il gruppo di Forza Italia chiede quindi un cambio di rotta immediato: «L’Assessore si impegni a ottimizzare il servizio evitando sprechi e doppioni. Abbandoni la propaganda e dia attuazione all’appalto in modo serio e virtuoso, senza caricare i costi della propria inadeguatezza sulle spalle dei cittadini».

10 Aprile 2026