Canile Alghero, Conoci: «Basta bollicine comunicative, la delibera arrivi subito in Aula»
L'ex primo cittadino accelera sull'acquisizione della struttura: «La perizia c'è e i fondi pure, maggioranza e opposizione trovino una convergenza immediata».
Il dibattito sul futuro del canile comunale di Alghero si accende dopo l’intervento in Consiglio dell’assessore all’Ambiente Raniero Daga. A replicare duramente è l’ex primo cittadino Mario Conoci, che accusa l’esponente della Giunta Cacciotto di fare della propaganda politica su un tema che necessita, invece, di immediate decisioni amministrative.
L’ex sindaco apre il suo intervento con un richiamo al diritto amministrativo, sottolineando come la regolarità degli atti debba essere la norma e non una convenienza del momento: «Il rispetto delle regole è il presupposto di ogni atto, ieri come oggi, sia quando si acquista un canile, sia quando si concedono spazi pubblici come Villa Maria Pia o si affidano incarichi».
Conoci ridimensiona poi l’enfasi posta dall’assessore sui 100 mila euro di risparmio emersi tra la stima iniziale e la perizia finale dell’immobile, definendo l’uscita di Daga come «bollicine comunicative» destinate a dissolversi rapidamente. «L’acquisto del canile era una scelta opportuna prima e lo è oggi – rimarca l’ex sindaco – non per i 100 mila euro in meno, ma perché la tutela degli animali è un dovere e costruire una nuova struttura sarebbe costato molto di più. Una pubblica amministrazione deve comprare al prezzo giusto, non al più basso possibile».
Un passaggio chiave della replica di Conoci riguarda la mobilitazione popolare che ha portato alla raccolta di oltre ottomila sottoscrizioni da parte dei cittadini algheresi. Una mobilitazione nata, secondo l’ex primo cittadino, proprio a causa dell’immobilismo dell’attuale amministrazione.
«Quelle firme non sono state raccolte durante il mio mandato, perché allora l’attenzione verso la struttura era concreta e riconosciuta dagli stessi operatori – attacca Conoci –. Sono nate oggi perché la città ha percepito un atteggiamento ostile all’acquisto da parte di diversi esponenti della nuova maggioranza, tra cui lo stesso assessore che ora è pronto a mettersi la medaglia. È legittimo cambiare idea, ma è poco convincente sostenere che questa sia sempre stata una loro priorità: se così fosse, quelle 8.000 firme non sarebbero mai esistite».
Secondo l’ex sindaco, la spinta dei cittadini ha avuto il merito politico di mantenere la questione al centro dell’agenda e ora non ci sono più alibi per rinviare l’acquisizione della struttura. «Adesso basta attese e basta prudenze – conclude Mario Conoci –. La perizia c’è, le risorse ci sono e la volontà politica pare ci sia. La proposta venga portata rapidamente in Aula e approvata senza esitazioni, trovando una convergenza ampia tra maggioranza e opposizione per mettere definitivamente al sicuro una struttura a cui il territorio è profondamente legato».
















