“Basta ecomostri: abbattiamo il Palazzo dei Congressi”

I Riformatori Alghero lanciano la sfida: trasformare l'attuale discarica di plastica in un'opportunità internazionale attraverso la rigenerazione urbana e il coinvolgimento dei privati.

Le recenti cronache che descrivono il Palazzo dei Congressi di Alghero come una discarica di plastica a cielo aperto hanno riacceso un dibattito mai sopito su una delle incompiute più ingombranti della Sardegna. La struttura, situata nell’area di pregio di Maria Pia, è tornata al centro dell’attenzione non per la sua funzione pubblica, ma come simbolo di un degrado che dura da oltre quarant’anni. Secondo l’analisi dei Riformatori Alghero, l’immagine dei rifiuti tra le mura di cemento riassume da sola il fallimento di un’opera abbandonata e mai entrata in funzione.

Il movimento ripercorre la storia del sito, definendolo uno dei segni più evidenti della cattiva gestione pubblica degli ultimi decenni. Dal progetto iniziale fino alla controversa inaugurazione del 2007, l’edificio non ha mai trovato un reale utilizzo, restando fermo nonostante i numerosi annunci politici che si sono susseguiti nel tempo. “Nel tempo sono state costruite narrazioni di ogni tipo: ambasciata del turismo, centro multifunzionale, motore del rilancio congressuale, fulcro del futuro di Maria Pia. Visioni ripetute a ogni cambio di amministrazione e mai accompagnate da un modello di gestione credibile. La verità è che l’edificio è fuori norma, obsoleto, costoso e incapace di reggersi economicamente. E nel frattempo sono stati spesi quasi 40 milioni di euro sottratti ad altre priorità”, dichiarano i rappresentanti dei Riformatori.

La critica si sposta poi sull’impatto paesaggistico e sociale di quello che viene descritto come un corpo estraneo di sessantamila metri cubi di cemento, percepito dai cittadini come un vero e proprio ecomostro. Per uscire dall’impasse, la proposta avanzata non è quella di un nuovo restyling, bensì della rimozione definitiva della struttura. “Noi proponiamo l’abbattimento, non come provocazione ma come scelta di responsabilità. L’area è una delle più pregiate della città e merita un progetto capace di generare economia, lavoro e servizi, non un contenitore vuoto e costoso”, spiegano gli esponenti del gruppo politico.

L’idea suggerita per superare l’ostacolo dei costi pubblici prevede il coinvolgimento di capitali privati attraverso una gara internazionale. Secondo i Riformatori, l’amministrazione potrebbe affidare a un soggetto terzo la realizzazione di un nuovo progetto sostenibile; in questo scenario, il privato si farebbe carico della demolizione dell’attuale edificio in cambio del diritto di costruire un’infrastruttura moderna e produttiva. “Insistere nel mantenere in piedi quel monolite di cemento significa condannare Alghero. Scegliere invece la demolizione e un progetto moderno e produttivo consentirebbe di restituire futuro a un’area strategica e trasformare un fallimento storico in un’opportunità di sviluppo”, conclude la nota, sottolineando come l’attuale situazione di abbandono non consenta ulteriori attese.

12 Gennaio 2026