AVS contro il polo del 41-bis: «La Sardegna non è un deposito per decisioni romane»

Anna Arca Sedda e Gianpiero Occhioni (AVS) denunciano il rischio per la sicurezza e la sanità locale: «Il Governo rispetti la nostra terra».

«Il carcere duro non può tradursi in un isolamento geografico che leda la dignità umana». Alleanza Verdi e Sinistra interviene duramente sulla gestione penitenziaria in Sardegna, ribadendo che la funzione della pena deve restare rieducativa. Il gruppo sottolinea come la concentrazione di reparti speciali nell’Isola non sia solo un peso burocratico, ma una violazione del principio che impone alla Repubblica di rimuovere gli svantaggi dell’insularità.

Le criticità sollevate da Arca Sedda e Occhioni toccano punti nevralgici: l’assorbimento di personale della Polizia Penitenziaria a scapito della collettività e l’aumento del fabbisogno assistenziale specialistico che ricade sul sistema sanitario sardo. L’appello finale è alla mobilitazione: «Serve un fronte comune con Regione e Città Metropolitana per tutelare il diritto dei sardi alla serenità territoriale».

24 Febbraio 2026