Amianto a scuola, scatta la denuncia: «Bambini in pericolo ad Alghero»
Il Presidente della Commissione Ambiente scrive ai Vigili: «Tetto deteriorato tra via Deledda e via Andreoni, la bonifica non può più attendere».
Un tetto di 400 metri quadrati in cemento-amianto, visibilmente deteriorato e lesionato dal tempo, incombe sul cortile di un istituto scolastico cittadino. La denuncia arriva da Christian Mulas, Presidente della Commissione consiliare Ambiente e Sanità, che accende i riflettori su un caso di potenziale pericolo sanitario rimasto irrisolto per anni, nonostante le proteste dei residenti. La struttura incriminata è un fabbricato privato che si estende tra via Deledda e via Andreoni, posizionato esattamente a ridosso del muro perimetrale della scuola. Una vicinanza che rende lo scenario particolarmente inquietante: le fibre di amianto, se disperse nell’aria a causa del degrado della copertura, potrebbero essere inalate dai bambini durante le ore di permanenza all’aperto.
«È inaccettabile che una struttura simile si trovi a ridosso del cortile dove i bambini escono quotidianamente per la ricreazione», dichiara duramente Mulas. Il Presidente ricorda come l’esposizione al minerale sia la causa principale del mesotelioma e di gravi tumori polmonari: «Un rischio che diventa ancora più allarmante quando a essere esposti sono i più piccoli, particolarmente vulnerabili per la loro età».
Ciò che solleva maggiore indignazione è l’immobilismo che ha caratterizzato la vicenda. Nonostante le numerose denunce presentate nel tempo dagli abitanti del quartiere, nessun intervento di bonifica è stato mai avviato. «Non è più tollerabile che, a fronte di ripetute segnalazioni dei cittadini, non si sia intervenuti. La tutela della salute pubblica, e in particolare quella dei bambini, deve essere una priorità assoluta e non può più essere rimandata», incalza Mulas.
La battaglia per la messa in sicurezza dell’area è ora pronta a spostarsi sui tavoli istituzionali e legali. Mulas ha confermato di aver già informato il Comandante della Polizia Municipale per avviare le verifiche urgenti e gli atti necessari a imporre la rimozione del materiale pericoloso. «Porterò la questione nelle sedi competenti», conclude la nota, ribadendo la necessità di un’azione immediata per eliminare una minaccia che ogni anno, in Italia, continua a causare oltre 4.000 vittime.














