Allarme criminalità ad Alghero: la denuncia del SIULP
Tra carenza di forze dell'ordine e omertà, il sindacato di Polizia lancia l'allarme: "Qui si sta combattendo una battaglia silenziosa".

Il sindacato di polizia SIULP lancia un allarme senza precedenti sulla sicurezza di Alghero. In un comunicato durissimo firmato dal segretario provinciale Massimiliano Pala, la città catalana viene definita un “caso di studio emblematico” dove la vulnerabilità istituzionale sta aprendo la porta a una progressiva infiltrazione criminale.
“Alghero, pur mantenendo la sua vocazione turistica, è diventata teatro di una ‘battaglia silenziosa’ dove lo Stato arretra e la criminalità avanza”, si legge nella nota. Il SIULP denuncia una situazione che non è più episodica, ma strutturale, e che rischia di compromettere in modo irreversibile il tessuto economico e sociale della città.
Secondo il sindacato, la crescente pressione di gruppi criminali organizzati sta trovando terreno fertile a causa di una “cronica carenza organica” del Commissariato di Pubblica Sicurezza. Questa mancanza di forze riduce drasticamente la capacità di prevenzione e investigazione, creando un vuoto che la criminalità sta occupando con violenza e intimidazione.
Il SIULP cita una serie di episodi recenti come segnali di questo fenomeno in atto:
- L’aggressione all’Hotel Baja di Conte a fine agosto, dove un dipendente è stato picchiato selvaggiamente da turisti, un fatto che per il sindacato segnala una “percezione di impunità in un contesto privo di deterrenza”.
- La lettera di minacce di morte ricevuta ad aprile da una ristoratrice della litoranea, un episodio che il comunicato ricollega a “tentativi camorristici di controllo delle concessioni demaniali”.
- I ripetuti incendi di autovetture, lettere anonime e telefonate minatorie, definiti come una “strategia di intimidazione” che alimenta un clima di silenzio e omertà.
La denuncia del SIULP si spinge oltre la semplice cronaca, toccando il tema della “legge del silenzio” che si sta affermando ad Alghero. Il sindacato osserva che commercianti e imprenditori non denunciano per paura di ritorsioni, un atteggiamento che alimenta un clima di “paura normalizzata”.
La nota sindacale fa inoltre riferimento all’acquisizione di immobili e ristoranti da parte di “famiglie campane, già note alle cronache”, un fenomeno che starebbe progressivamente alterando l’equilibrio economico locale.
Le richieste del sindacato: più uomini e strumenti mirati. A fronte di questa situazione, il SIULP chiede un intervento deciso e immediato dello Stato. In particolare, le richieste sono chiare e dirette:
- Un rinforzo strutturale e stabile del Commissariato di Alghero.
- L’attivazione di programmi straordinari per contrastare le infiltrazioni mafiose.
- Una presenza tangibile dello Stato che restituisca fiducia ai cittadini e libertà all’economia locale.
“Se lo Stato non interviene con decisione, non solo perderemo il controllo del territorio, ma consegneremo l’intero sistema economico e sociale a logiche delinquenziali sconosciute al territorio locale, ma tipiche di aree geografiche ben distinte dell’Italia Meridionale”, conclude il comunicato. Un monito che suona come l’ultimo avvertimento prima che il silenzio diventi complicità e l’omertà, la regola.