Alghero, Medicina Sportiva al capolinea: l’affondo di Forza Italia
Servizio verso il blocco dal 1° febbraio. Il gruppo azzurro: «Cronaca di un disastro annunciato, ora si assumano le responsabilità»
Il Centro di Medicina sportiva dell’ospedale Marino di Alghero si trova ormai a un passo dal blackout definitivo. Si tratta di una crisi che, secondo i consiglieri comunali di Forza Italia, era ampiamente evitabile se i vertici politici e sanitari avessero dato ascolto ai campanelli d’allarme suonati mesi fa. La data spartiacque è fissata per il primo febbraio, quando il pensionamento del medico di riferimento, unito a un supporto cardiologico ormai ridotto ai minimi termini e privo di sostituzioni programmate, rischia di far ammainare definitivamente bandiera bianca alla struttura.
Il colpo per il territorio si annuncia durissimo, considerando che il presidio garantisce circa ottomila prestazioni l’anno, rappresentando un punto di riferimento imprescindibile per migliaia di atleti, soprattutto minorenni, che necessitano dell’idoneità agonistica. Gli esponenti azzurri Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini non usano giri di parole per descrivere l’accaduto: «Avevamo denunciato tutto a ottobre con interrogazioni urgenti, chiedendo al Sindaco di mediare con l’Asl. Nulla è stato fatto e ora la struttura sta implodendo sotto il peso dell’inerzia amministrativa».
Secondo l’opposizione, la chiusura non sarebbe solo un danno logistico, ma un vero e proprio salasso per le famiglie. Se il servizio pubblico dovesse fermarsi, il passaggio forzato verso la sanità privata comporterebbe una spesa complessiva per i cittadini stimata in oltre 480.000 euro all’anno, rendendo lo sport un privilegio per pochi. Davanti a questo scenario, Forza Italia preme per una soluzione strutturale che preveda il reintegro immediato dell’organico medico e degli specialisti cardiologi, evitando soluzioni temporanee o precarie e mettendo fine a una gestione basata sull’emergenza.
La battaglia politica punta a ottenere un piano di rilancio che intervenga prima che i reparti chiudano i battenti. «Sulla salute dei giovani non si scherza», concludono i consiglieri, richiamando chi ha ignorato gli appelli e ha taciuto finora a rispondere del proprio operato e ad assumersi le piene responsabilità politiche e amministrative davanti alla città.















