“Le radici della Pietraia”: la storia del quartiere raccontata dai protagonisti
Venerdì 27 febbraio l'incontro promosso dall'Associazione Parkinson e dal Comitato di Quartiere. Testimonianze e storia orale per raccontare l'evoluzione della città dal dopoguerra a oggi.
La storia di Alghero non è fatta solo di grandi atti ufficiali, ma vive soprattutto nei racconti di chi ha abitato le sue strade e ha contribuito alla sua crescita. È questo lo spirito di “La Storia della Pietraia vista dai protagonisti di ieri e di oggi”, l’appuntamento culturale in programma venerdì 27 febbraio, alle ore 16:30, presso l’Auditorium della Scuola Media “Maria Carta” in via Malta.
L’iniziativa, inserita nel progetto “Raccontare fole fa bene alla mente”, è nata dalla sinergia tra l’Associazione Parkinson Alghero-ODV e il Comitato di Quartiere della Pietraia. L’obiettivo è ambizioso: ricostruire l’identità di uno dei rioni più popolari della città attraverso la narrazione dal basso, recuperando quel patrimonio di memoria orale che rischia di andare perduto.
La serata sarà aperta dai saluti di Marco Balbina (Presidente dell’Associazione Parkinson) e Gavino Carta (Presidente del Quartiere La Pietraia). Il cuore dell’incontro sarà la relazione di Carmelo Melotti, che traccerà un profilo dettagliato della nascita e dell’evoluzione socioeconomica della zona, dagli anni difficili del dopoguerra fino alla realtà contemporanea.
Il dibattito si arricchirà con i contributi dell’ex consigliere comunale Stefano Campus, della dottoressa Elena Riva e del dottor Mario Sechi. A coordinare l’incontro sarà il dottor Antonello Bilardi, esperto di storia locale e socio dell’associazione promotrice.
L’evento non vuole essere una semplice conferenza accademica, ma una vera e propria operazione di recupero identitario. Al termine delle relazioni, infatti, lo spazio sarà dedicato al dibattito con il pubblico: i cittadini sono invitati a partecipare attivamente, portando i propri ricordi e frammenti di vita vissuta.
L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza, offrendo un’occasione di confronto tra generazioni per riscoprire il valore di una comunità che ha saputo trasformarsi restando legata alle proprie radici.















