Parco, l’appello di Campus alla politica locale: “Oltre le parti per tutelare il territorio”

Sollecitata l’approvazione del Piano del Parco. Per l’ex amministratore la gestione deve restare di esclusiva competenza della Città di Alghero

Un appello trasversale alle forze politiche algheresi e una proposta organizzativa per superare lo stallo sul futuro del Parco Naturale Regionale di Porto Conte. A riaprire il dibattito sulla riserva è Stefano Campus, già consigliere comunale di Alghero, che torna a sollecitare un confronto istituzionale partendo dai contenuti di una lettera inviata precedentemente a tutti i componenti dell’aula consiliare.

L’ex amministratore rivolge la sua sollecitazione a tutte le forze politiche cittadine, sia di maggioranza che di opposizione, oltre che alle associazioni locali. Il punto di partenza indicato è la necessità di un confronto sereno, capace di andare oltre i calcoli di parte per mettere al centro la tutela della comunità e del patrimonio ambientale.

«Sento la necessità di intervenire ancora una volta sul futuro del Parco Naturale Regionale di Porto Conte, con l’obiettivo di mettere sul tavolo una proposta capace di tenere insieme due elementi vitali: la piena autonomia del nostro territorio e una reale sinergia istituzionale.»

Nel suo intervento, Campus evidenzia come l’area protetta non sia una realtà astratta o disabitata, dal momento che al suo interno ospita insediamenti umani e produttivi stabili, oltre alle Grotte di Nettuno e alla Grotta Verde, considerate pilastri economici e finanziari per il Comune di Alghero.

Alla luce di questa continuità con il tessuto cittadino, la nota difende la scelta compiuta nel 1999 di far coincidere l’assemblea del Parco con il Consiglio comunale. Per l’ex consigliere, la gestione deve rimanere di esclusiva competenza della Città di Alghero, poiché l’intero territorio protetto ricade sotto la giurisdizione comunale.

L’autonomia gestionale non viene tuttavia intesa come un isolamento, ma come base per un modello di cooperazione con la Regione Sardegna, l’Università di Sassari, la Città Metropolitana e l’agenzia Forestas. Per superare le lungaggini burocratiche del passato, la proposta prevede la nascita di un’assemblea qualificata ed espressa sempre all’interno del Consiglio comunale di Alghero, ma con un numero di componenti decisamente più ridotto. A questo organo si affiancherebbe la struttura stabile di un tavolo tecnico-consultivo permanente formato dai partner istituzionali e accademici, chiamati ad assicurare il rigore scientifico e le competenze necessarie.

Tra le priorità individuate dal testo figura il recupero del tempo perso attraverso lo sblocco e l’approvazione del Piano del Parco, definito uno strumento indispensabile per garantire uno sviluppo sostenibile basato su una pianificazione indipendente da condizionamenti esterni.

L’ex consigliere si augura che questo schema possa definire l’assetto del Parco anche nella futura riforma del sistema ecologico sardo. «In conclusione, la futura riforma del sistema ecologico sardo dovrà prevedere una formula chiara per Porto Conte: gestione esclusiva al Comune di Alghero, che per la sua pianificazione ambientale indipendente dovrà avvalersi del supporto tecnico-scientifico stabile da parte di Regione, Università, Città Metropolitana e Forestas, unici partner capaci di aiutarci a recuperare il terreno perduto.»

18 Ottobre 2026