Parco, Di Gangi chiama a raccolta la politica algherese: «Difendiamo la scelta del 1999»

L'appello di Fratelli d'Italia a maggioranza e opposizione contro la nuova ripartizione delle quote: «Nessuno accetti di mettere in discussione il pieno governo cittadino».

La bozza di riforma della Rete ecologica regionale, attualmente in circolazione, propone modifiche sostanziali all’assetto di governo del Parco di Porto Conte. A intervenire sul tema è Marco Di Gangi (Fratelli d’Italia Alghero), che richiama l’attenzione sui possibili cambiamenti nella gestione dell’ente e chiede una posizione unitaria della politica cittadina.

Il testo in discussione prevede la sostituzione dell’attuale Assemblea del Parco — che oggi coincide con il Consiglio comunale di Alghero — con un organo ristretto di rappresentanti istituzionali. In questo nuovo modello le quote di voto verrebbero ripartite attribuendo il 52% al Comune di Alghero, il 24% alla Regione Sardegna, il 12% alla Città Metropolitana e il 12% all’agenzia FoReSTAS. Viene inoltre introdotta una nuova disciplina per organi, funzioni di gestione e consultazione.

Secondo la ricostruzione fornita da Di Gangi, l’assetto ipotizzato garantirebbe al Comune la maggioranza assoluta dei voti, ma farebbe venire meno l’esclusiva responsabilità di governo finora esercitata tramite l’assemblea civica. Nella nuova struttura non verrebbe garantita la rappresentanza delle minoranze e la quota del 52% non risulterebbe sufficiente per l’approvazione autonoma dello statuto, per la quale la bozza richiede la maggioranza dei due terzi dei voti ponderati.

Nel suo intervento, l’esponente di Fratelli d’Italia ripercorre le tappe che portarono alla nascita dell’ente di tutela alla fine degli anni Novanta, ricordando il lavoro svolto dalla Commissione paritetica di cui fu presidente a fasi alternate con il consigliere Toni Torre: «Uno dei punti centrali di quel percorso fu l’attribuzione esclusiva al Comune di Alghero del governo del Parco, escludendo le altre istituzioni inizialmente previste. Il Consiglio regionale accolse quella impostazione e le proposte emerse dal lavoro della Commissione. La legge regionale del 26 febbraio 1999 affidò così la gestione al Comune, individuando nel Consiglio comunale l’Assemblea del Parco».

Per Di Gangi, l’impostazione originaria ha consentito di superare le resistenze iniziali e di riconoscere alla comunità locale la responsabilità diretta del territorio. «Dopo oltre ventisette anni, il Parco è una realtà viva, certamente migliorabile, ma fondata su un equilibrio che va preservato», sottolinea, evidenziando come ogni eventuale revisione debba seguire lo stesso metodo di ascolto.

In merito all’ingresso di altri enti nell’amministrazione del Parco, l’esponente politico rileva: «Regione, Città Metropolitana e FoReSTAS possono offrire collaborazione, competenze e risorse. Attribuire loro quote di governo significa però introdurre nelle decisioni priorità istituzionali che non necessariamente coincidono con quelle della comunità algherese. Una modifica di questa portata richiede un confronto preventivo con la città e il suo Consiglio comunale».

In conclusione, Di Gangi rivolge un appello a tutte le forze politiche presenti nell’aula civica algherese: «Confido che nessun gruppo consiliare, di maggioranza o di opposizione, accetti che venga messo in discussione questo equilibrio. Serve una posizione comune e ferma della politica algherese, che chieda alla Regione di rispettare la scelta del 1999 e di mantenere al Comune il pieno governo del Parco di Porto Conte».

14 Ottobre 2026