«La discrezionalità non diventi libero arbitrio»: bufera sulle progressioni verticali in Comune

Forza Italia contesta il bando per il servizio Ambiente: «Scritto e colloquio valgono 60 punti su 80, il servizio solo 5. Serve trasparenza».

«Nelle progressioni verticali dei dipendenti comunali esperienza, competenza e merito non possono diventare un optional. E non è accettabile che il peso delle valutazioni discrezionali finisca per diventare prevalente rispetto a ciò che un dipendente ha concretamente dimostrato nel corso della propria esperienza professionale». È quanto sostengono i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, intervenendo sulla procedura per la progressione verticale destinata a un funzionario tecnico del servizio Tutela e Valorizzazione dell’Ambiente.

«I numeri parlano chiaro – sottolineano i consiglieri azzurri –. Prova scritta e colloquio valgono complessivamente 60 punti su 80, mentre il servizio prestato può incidere al massimo per 5 punti. È una scelta che merita di essere spiegata, perché significa attribuire un peso molto rilevante alla valutazione della Commissione e assai ridotto all’esperienza maturata concretamente dentro l’amministrazione».

«Sia chiaro – aggiungono – non contestiamo la necessità di verificare le competenze dei candidati. Ma una cosa è valutare le competenze attraverso criteri predeterminati e oggettivamente verificabili, altra cosa è affidare una parte decisiva della selezione a valutazioni inevitabilmente discrezionali».

Ed è proprio su questo punto che Forza Italia chiede chiarezza. «La discrezionalità amministrativa ha senso quando è esercitata dentro regole precise, criteri predeterminati e parametri verificabili. Non può diventare una discrezionalità senza confini, perché quando il margine di valutazione diventa eccessivo e non adeguatamente ancorato a elementi oggettivi, il rischio è che si trascenda dalla discrezionalità al libero arbitrio. E questo, in una procedura che decide la progressione professionale di un dipendente pubblico, non può essere consentito».

Particolare attenzione viene posta anche al colloquio, nel quale vengono valutati elementi quali motivazione, attitudine, autonomia, capacità organizzative e relazionali e capacità di risolvere problemi.

«Sono tutti elementi che possono essere legittimamente valutati – precisano Tedde, Peru, Bardino e Ansini – ma bisogna sapere come saranno valutati, secondo quali parametri e con quale motivazione. Vogliamo poter leggere criteri e verbali e capire in che modo una valutazione apparentemente soggettiva possa essere resa trasparente e controllabile».
Per Forza Italia c’è poi una seconda questione che deve essere chiarita: chi può partecipare alla procedura.

«Chiediamo di conoscere con precisione i requisiti di ammissione e la platea dei dipendenti che possono concorrere. Il fatto che la posizione sia destinata a un determinato servizio non significa automaticamente che la procedura debba riguardare esclusivamente chi già vi opera. Se i requisiti consentono la partecipazione di dipendenti provenienti da altri settori, questo deve essere chiaramente esplicitato e garantito».

«Il Comune – proseguono i consiglieri – deve assicurare a tutti i dipendenti in possesso dei requisiti le stesse possibilità di valorizzare professionalità ed esperienza. Perché chi ha dedicato dieci, quindici o vent’anni della propria vita professionale all’amministrazione ha accumulato un patrimonio di conoscenze che non può essere considerato un elemento marginale».

Infine, Forza Italia richiama anche il tema delle progressioni verticali “in deroga”, sulle quali chiede all’Amministrazione di fare chiarezza.
«Da mesi si attendono risposte. La Giunta dica quali siano le ragioni dello stallo e quali siano i tempi previsti. E su un tema che riguarda direttamente il personale comunale ci aspettiamo ovviamente una presa di posizione chiara e autorevole anche delle organizzazioni sindacali».

«La nostra richiesta è semplice – concludono Tedde, Peru, Bardino e Ansini –: regole chiare, criteri trasparenti e pari opportunità. La Commissione deve certamente valutare, ma la valutazione deve essere ancorata a parametri tali da impedire che la discrezionalità possa trasformarsi in arbitrarietà. E, soprattutto, esperienza, competenza e merito devono tornare ad avere il peso che meritano».

26 Settembre 2026