«I nostri Comuni puntino su un Piano per il benessere animale e la sicurezza»

L'opinione di Luciana Milia, Riformatori Sardi

Gli episodi di cronaca che hanno visto persone e animali aggrediti da cani rappresentano un problema di responsabilità e di sicurezza. Chi possiede un animale ha il dovere di garantirne una corretta custodia e di impedire che possa costituire un pericolo per la collettività. E quando questo non avviene, devono esserci controlli e sanzioni. Ma proprio questi episodi ci impongono di allargare lo sguardo. Un Comune non può intervenire sulle norme nazionali relative alle razze, alla detenzione degli animali o alle pene previste per chi li maltratta o li utilizza in maniera irresponsabile. Può però fare moltissimo sul terreno della prevenzione, della cultura della responsabilità e della qualità della convivenza tra cittadini e animali.

Per questo riteniamo che i nostri Comuni debbano iniziare a ragionare concretamente come città nelle quali il benessere animale non sia una materia da affrontare soltanto quando si verifica un’emergenza. In Sardegna abbiamo infatti tutte le caratteristiche per ambire a diventare un modello in questo campo e servono azioni amministrative semplici e concrete.

Ogni Comune dovrebbe provvedere ad attrezzare una vera rete di aree di sgambamento, distribuite nei diversi quartieri, sicure, attrezzate, manutenute e dotate dei servizi necessari. Non semplici recinti, ma spazi urbani progettati per consentire ai cani di muoversi e socializzare in sicurezza.

Serve poi affrontare seriamente il rapporto tra animali e mare. I Comuni costieri dovrebbero individuare e attrezzare aree e tratti di spiaggia dedicati alla presenza dei cani, con regole chiare e servizi adeguati. Non soltanto per rispondere a un’esigenza dei residenti, ma anche per costruire un’offerta turistica moderna. Il turismo pet friendly è una realtà e le destinazioni che sanno accogliere correttamente chi viaggia con un animale sono sempre più numerose.

Ma una politica comunale per gli animali non può riguardare soltanto i cani. Occorre occuparsi delle colonie feline, delle sterilizzazioni, del contrasto all’abbandono, delle adozioni, della corretta gestione del canile e della collaborazione con le associazioni che quotidianamente svolgono un lavoro prezioso sul territorio. E soprattutto occorre investire sulla prevenzione e sull’educazione. Un proprietario deve sapere cosa significa detenere un cane, quali responsabilità comporta, come gestirlo negli spazi pubblici e come prevenire situazioni di rischio. Il Comune può promuovere campagne informative, iniziative nelle scuole, incontri con veterinari ed esperti e percorsi di sensibilizzazione alla corretta gestione degli animali.

Perché una città nella quale gli animali hanno spazi adeguati, i proprietari sono maggiormente responsabilizzati, il randagismo viene contrastato, le colonie feline sono gestite, le regole sono chiare e i controlli funzionano è una città nella quale diminuiscono anche le occasioni di conflitto e di pericolo. Per questo intendiamo sensibilizzare le Amministrazioni ad aprire un confronto per arrivare alla definizione di Piani comunali per il benessere animale, coinvolgendo associazioni, veterinari, ASL e cittadini. Un piano che metta insieme sicurezza, tutela degli animali, decoro urbano, prevenzione e turismo. Altre città italiane hanno già intrapreso questa strada, dimostrando che non si tratta di un’utopia né di una questione marginale.

9 Settembre 2026