Alghero, il “coup de théâtre” di Angel Maresca salva la serata al Balaguer

Il blackout all’anfiteatro di Calabona spinge “Lo Barber” a continuare l'esibizione a chitarra acustica tra il pubblico. Per Gianfranco Langella è un segnale per le istituzioni: «Custodiamo il patrimonio linguistico e culturale della città».

Un imprevisto tecnico trasformato in un momento di aggregazione e identità comunitaria. È quanto accaduto lo scorso sabato sera nei pressi del belvedere Balaguer, dove l’esibizione di Angel Maresca, noto al pubblico come “Lo Barber”, è stata interrotta da un improvviso guasto all’impianto elettrico del piccolo anfiteatro affacciato su Calabona. A raccontare l’episodio in una nota è Gianfranco Langella, presente tra lo spettatori dell’evento organizzato da Giuseppe Iurato.

Secondo la ricostruzione di Langella, mentre l’artista stava completando la sua esibizione tra canti della tradizione algherese, aneddoti e pillole di storia cittadina, un problema all’alimentazione del palco ha bloccato il prosieguo dello spettacolo. Di fronte al prolungarsi dei tempi di ripristino e all’incertezza della platea, Maresca ha imbracciato la chitarra scendendo direttamente tra i gradini dell’anfiteatro. Passando tra la folla, il cantautore ha intonato acusticamente alcuni dei brani più noti del repertorio locale — tra cui Anem anant e Xiù Francesc — coinvolgendo il pubblico in un canto corale.

L’episodio ha offerto a Langella lo spunto per una riflessione sul valore del patrimonio immateriale e linguistico della città di Alghero. «Vedere così tante persone che, pur non conoscendosi, cantavano felici e unite a squarciagola, accomunate da quel sopito senso di appartenenza e orgoglio per la nostra tradizione, mi ha inorgoglito», dichiara l’esponente politico.

Langella ha quindi sottolineato l’importanza di un sostegno istituzionale per la salvaguardia della memoria storica e linguistica locale: «Nulla è compromesso se tutti gli Angel Maresca della città, supportati dalle istituzioni cittadine, ci faranno riappassionare e invogliare a tramandare alle nuove generazioni ciò che rende Alghero una città unica. Gli algheresi non possono chiamarsi tali se perderanno questo patrimonio linguistico e culturale, un patrimonio che abbraccia tutte le culture ma che va custodito e condiviso con chiunque ami questa città».

24 Agosto 2026