Episodi negli aeroporti, la solidarietà di Michele Pais al popolo ebraico

L'ex presidente del Consiglio regionale esprime solidarietà alla comunità ebraica dopo le segnalazioni dell'associazione Chenàbura sugli episodi a Cagliari e negli altri scali italiani.

«Esprimo la mia piena solidarietà al popolo ebraico, alla comunità ebraica sarda e a tutti i cittadini israeliani che in queste settimane hanno vissuto con preoccupazione episodi e manifestazioni negli aeroporti italiani, e in particolare in quello di Cagliari». Lo dichiara Michele Pais, esponente della Lega ed ex Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, alla luce delle preoccupazioni rappresentate dall’Associazione Chenàbura – Sardos pro Israele, che ha segnalato episodi di insulti, inseguimenti e atteggiamenti intimidatori nei confronti di passeggeri ritenuti ebrei o israeliani.

«In una democrazia il diritto di manifestare e di esprimere anche le posizioni politiche più dure deve essere sempre garantito, così come è legittimo criticare il Governo israeliano e le sue scelte. Ma esiste un confine invalicabile: la protesta politica non può trasformarsi in antisemitismo, intimidazione o discriminazione nei confronti delle persone in ragione della loro nazionalità, religione o appartenenza».

«Gli aeroporti sono infrastrutture strategiche e luoghi nei quali deve essere assicurata a chiunque la piena libertà di movimento e di viaggio, senza paura, pressioni o intimidazioni. Nessun passeggero deve sentirsi minacciato perché ebreo, israeliano o semplicemente perché diretto a Tel Aviv».

Per oggi, 20 agosto, è stata annunciata un’azione simultanea negli aeroporti di Cagliari, Verona, Milano Linate, Roma Fiumicino e Venezia; gli stessi organizzatori precisano che non sarebbe previsto alcun blocco o intralcio al traffico aeroportuale. «Proprio per questo chiediamo che le autorità competenti garantiscano contemporaneamente il diritto democratico alla manifestazione e il diritto dei viaggiatori a muoversi liberamente e in sicurezza, intervenendo con fermezza davanti a qualsiasi comportamento discriminatorio o intimidatorio».

«L’antisemitismo, qualunque forma assuma e qualunque giustificazione politica pretenda di avere, deve trovare una condanna netta e senza ambiguità. La Sardegna è e deve rimanere una terra libera, democratica e accogliente.
Al popolo ebraico e alle comunità ebraiche va la mia solidarietà. Difendere la loro libertà oggi significa difendere la libertà di tutti».

20 Agosto 2026