«Cinque metri quadri di casa occupati dai mastelli, detraeteli dalla TARI»
L'esponente di DDI Gianfranco Langella attacca sui rincari dei rifiuti: «Le case sono diventate isole ecologiche a spese dei cittadini»
I mastelli per la raccolta differenziata trasformano le abitazioni in “mini isole ecologiche” mentre le bollette continuano a salire: è la denuncia-provocazione lanciata da Gianfranco Langella, esponente di Destra Democratica Italiana, che punta il dito contro lo squilibrio tra i costi sostenuti dai cittadini e i rincari della tassa sui rifiuti.
“Ho una casa di 85 metri quadrati, siamo in quattro e pago regolarmente la TARI. Ma tra i contenitori per umido, plastica, carta, vetro e secco, ormai circa 5 metri quadrati sono occupati dalla spazzatura”, spiega Langella. “Allora facciamo bene i conti: 80 metri li utilizzo io, 5 li utilizzano i mastelli. Quei 5 metri me li detraete dalla bolletta?”.
Al problema dell’occupazione degli spazi domestici si aggiungono i costi operativi a carico delle famiglie: “I mastelli vanno lavati e igienizzati, e molti contenitori vanno puliti prima del conferimento. Significa consumo di acqua, detergenti, energia e tempo: tutte spese che restano sulle spalle dei cittadini mentre la TARI continua ad aumentare”.
Un sistema che, secondo l’esponente di DDI, ha perso ogni proporzione tra il contributo richiesto agli utenti e il servizio offerto: “Differenziamo plastica, carta, vetro, umido e secco… A questo punto differenziamo anche i costi e i metri quadrati della casa!”.
















