“La Ciutat Vella torni a essere patrimonio di tutti”
Il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune lancia un appello all’Amministrazione: «Restituiamo la Ciutat Vella alla città. Meno auto, più spazio alla storia, all’arte e alla bellezza»
«Liberare Santa Maria dalle auto non è un’utopia. E non serve un miracolo: serve una scelta amministrativa chiara». È questo il senso dell’appello che il Comitato Suolo Pubblico Bene Comune rivolge al sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e alla Giunta comunale, chiedendo di intervenire per restituire piena dignità e fruibilità alla Cattedrale di Santa Maria e, più in generale, agli spazi monumentali della Ciutat Vella.
«Il centro storico, nella sua interezza, deve tornare a essere patrimonio identitario di tutti», sostiene il Comitato, che mette al centro della propria proposta «la qualità dello spazio pubblico, il decoro, la bellezza e il piacere estetico dei luoghi».
Secondo il Comitato, infatti, «una comunità si riconosce anche nella cura dei luoghi in cui vive». Per questo «cittadini, amministratori, operatori economici, storici dell’arte, urbanisti e paesaggisti devono ricercare un punto di equilibrio condiviso», con una condizione precisa: «Per difendere l’interesse pubblico e i beni comuni è necessario avere il coraggio di fare delle scelte».
La prima scelta, per il Comitato, riguarda proprio Santa Maria. «Chiediamo di liberare la Cattedrale dalle auto e dalle moto parcheggiate intorno al monumento e alla piazza», è l’appello. La presenza dei veicoli, sostiene il Comitato, «impedisce di percepire nella sua completezza uno dei monumenti identitari della città» e ostacola anche la fruizione dell’opera di arte contemporanea “In Sacro Itinere” di Igino Panzino.
Il richiamo è anche al campanile gotico-catalano di via Roma. «Non è accettabile che le auto arrivino fin sotto uno dei simboli architettonici più importanti della città», afferma il Comitato, ricordando il valore del campanile, con la sua struttura ottagonale alta circa 40 metri e il portale gigliato ispirato al modello isabellino delle cattedrali catalane.
«Liberare i monumenti dalle auto significa contribuire a rendere la città antica degna del suo straordinario contesto storico e monumentale. Significa dare valore alla bellezza e valorizzare i beni comuni anche in chiave turistico-culturale».
Per il Comitato, oggi esistono anche condizioni logistiche più favorevoli. «La disponibilità di 40 nuovi parcheggi riservati ai residenti della città antica, tra piazzale della Pace e via Cagliari, offre un’ulteriore opportunità per allontanare le auto dalle aree monumentali».
Da qui la proposta di un progetto più ampio, che il Comitato presenterà nelle prossime settimane con il titolo “Liberazione monumentale”.
«Non vogliamo limitarci a chiedere la rimozione delle auto», spiegano. «Vogliamo proporre un progetto organico per la valorizzazione identitaria e culturale della Ciutat Vella».
Tra le proposte c’è la candidatura dell’intero centro storico, «con le sue piazze, i suoi palazzi e le sue chiese», a “Luogo del Cuore”, insieme alla creazione di una scuola di formazione permanente, la “Escola de las Ginquettes”, dedicata alla manutenzione dell’antico acciottolato.
Un altro intervento riguarda via Maiorca, dove il Comitato propone di riprendere il progetto di un roseto destinato a valorizzare l’installazione dell’artista Stefano Serusi ispirata alla poetessa Alfonsina Storni.
«Liberato dalle auto e dagli eco-box, quello spazio potrebbe diventare la piazza della poesia e portare il nome di Eleonora Carta», propone il Comitato.
Infine, l’attenzione torna sull’arte contemporanea. «È necessario restaurare l’opera di Aldo Contini di via Columbano e realizzare un nuovo percorso per rendere pienamente fruibili le opere di “In Sacro Itinere”».
La richiesta, dunque, va oltre il singolo intervento sulla Cattedrale. «Alghero possiede un patrimonio storico, architettonico e artistico straordinario. Non basta conservarlo: bisogna renderlo leggibile, accessibile e vissuto».
E il messaggio finale è netto: «Liberare Santa Maria dalle auto può essere il primo passo per restituire alla Ciutat Vella la sua funzione di cuore storico, culturale e identitario di Alghero».
«Non serve un miracolo. Serve la volontà di scegliere la bellezza».
















