Logistica in ginocchio e prezzi alle stelle: l’isola ripiomba nell’incubo carburanti
L'illusione di una stabilità ritrovata dura lo spazio di poche settimane. Sulle strade sarde torna l'ombra della paralisi per il comparto delle merci, travolto da una nuova fiammata dei costi energetici che minaccia di mettere fuori gioco centinaia di flotte commerciali.
L’illusione di una stabilità ritrovata è durata lo spazio di poche settimane. Sulle strade della Sardegna torna l’ombra della paralisi per il comparto del trasporto merci, travolto da una nuova fiammata dei costi energetici che minaccia di mettere fuori gioco centinaia di flotte commerciali. A tracciare un quadro drammatico è la rappresentazione dell’artigianato locale, la quale evidenzia come la spesa per il rifornimento dei veicoli sia arrivata a divorare l’intero margine operativo delle aziende del settore.
Le cifre attuali descrivono una situazione insostenibile per la distribuzione nell’isola. In condizioni ordinarie la voce carburante assorbe al massimo un terzo delle uscite gestionali di un mezzo pesante, ma la spinta oltre la quota dei due euro al litro ha fatto schizzare l’incidenza finanziaria oltre la soglia dell’ottantacinque per cento. Un incremento di pochi centesimi si traduce così in migliaia di euro di perdite annuali per ogni singolo veicolo, spingendo gli operatori a valutare il fermo strategico delle flotte o la revisione drastica degli itinerari di consegna.
All’origine dell’ennesima impennata sui listini della rete regionale si trovano nuovamente le turbolenze nello scacchiere mediorientale. L’interruzione delle trattative diplomatiche nel Golfo e il conseguente blocco navale nello Stretto di Hormuz hanno frenato l’afflusso delle petroliere verso l’Occidente. Le ripercussioni non hanno tardato a scaricarsi sui distributori italiani, spingendo il gasolio self-service oltre i 2,19 euro al litro e la benzina in prossimità dei due euro, con ripercussioni immediate sia sul traffico pendolare sia sull’intera catena di spedizione insulare.
Per cercare di attutire l’impatto economico, il governo è intervenuto con un ridimensionamento provvisorio della pressione fiscale su gasolio e benzina, garantendo uno sconto di diciassette centesimi. Si tratta tuttavia di un tampone temporaneo che gravifica sulle casse dello Stato senza risolvere la criticità di fondo. Per evitare il tracollo dei bilanci, alle ditte di spedizione non resta che applicare le clausole di salvaguardia per l’adeguamento dei tariffari nei contratti di fornitura, nella speranza di superare una fase di grave incertezza per l’economia locale.
















