A Sa Mandra inaugura “Il sogno di una cosa” di Salvatore Delogu

All'interno della rassegna Nàrami, una mostra interattiva tra scultura e territorio: il ciclo delle "Transumanze" e il mito di Don Chisciotte dialogano con la storia della Nurra.

Mercoledì 17 giugno, alle ore 19:00, l’azienda agricola Sa Mandra torna a farsi scenario culturale d’eccezione ospitando il nuovo appuntamento di Nàrami. L’occasione sarà l’inaugurazione de “Il sogno di una cosa”, un progetto espositivo e interattivo firmato dallo scultore nuorese Salvatore Delogu, le cui opere abiteranno e ridisegneranno diversi spazi della struttura.

La mostra, curata da Stefano Resmini, si configura come un vero e proprio progetto di residenza capace di far dialogare arte, paesaggio e memoria del territorio. Il titolo dell’installazione richiama volutamente l’opera giovanile di Pier Paolo Pasolini: un verso poetico che evoca tensione, il tendersi verso ciò che ancora non è compiuto, verso un desiderio inespresso che si fa ricerca e inammissibile possibilità. In questa cornice trova una dimensione ideale il lavoro di Delogu, che da anni indaga il tema del viaggio come esperienza esistenziale e simbolica.

Le opere che l’artista ha dedicato alle “Transumanze” sosteranno per tutta l’estate sulla verde terra della Nurra, lambita dalle acque del mare. Transumare, d’altronde, è un po’ come migrare. E così le capre, i dromedari, la giraffa e persino il corvo – sagomati dalle riflessioni di Salvatore Delogu – migreranno da Nuoro alla pianura algherese. Un percorso che ricalca, in modo suggestivo, lo stesso viaggio intrapreso storicamente dalla famiglia Murrocu-Pirisi che da Fonni, seguendo le ancestrali rotte delle greggi, approdò ad Alghero dando vita a Sa Mandra.

Il lemma transumare (dal latino trans-humus, “andare oltre la terra”) identifica la storica pratica pastorale dello spostamento geografico, ma si fa anche espressione di un gesto intimo, interiore e culturale. Camminare, condividere il passo con gli animali e osservare il mutare del paesaggio diventano metafore di una condizione universale: quella di essere costantemente in bilico tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere.

Accanto al bestiario delle Transumanze, la mostra ospita le sperimentazioni più recenti dell’artista, concentrate intorno alla figura di Don Chisciotte. L’eroe errante di Cervantes, plasmato con un mix di acqua, cemento e terra, si fa presenza emblematica, capace di incarnare la tensione tra realtà e immaginazione, tra fallimento e ostinazione, tra sogno e destino.

Delogu dà forma e plasticità alla letteratura, veste la novella di contemporaneità e interroga il pubblico sul significato dell’utopia e sul desiderio innato di superare i limiti del presente. La mostra sarà visitabile fino al 19 luglio. Si propone come un itinerario reale e virtuale al tempo stesso, che invita il visitatore a riflettere sul movimento e sulla speranza, riconoscendo all’arte lo spazio privilegiato in cui il sogno genera nuove possibilità di guardare il mondo.

Salvatore Delogu nasce a Nuoro il 14 ottobre 1994. Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte “Ciusa Romagna” (indirizzo oreficeria) nella sua città natale, prosegue la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Conseguita la laurea, sceglie di rientrare in Sardegna per sviluppare la sua ricerca incentrata sulla dimensione scultorea. Negli anni partecipa a numerose collettive di rilievo, tra cui “Roma Arte in Nuvola”, e a partire dal 2022 firma diverse personali a Nuoro e mostre collettive in tutta l’Isola. Attualmente vive e lavora a Nuoro.

10 Giugno 2026