Movida e inquinamento acustico, scatta l’appello al sindaco: «Regole certe per l’estate»
Lo Sportello del Rumore compie dieci anni e si prepara a riaprire i battenti. La richiesta al primo cittadino Cacciotto: «Nel centro storico solo musica acustica e stop all'amplificazione».
Un giro di vite contro il caos acustico per salvare la vivibilità del centro storico in vista dell’estate. Con la riapertura del servizio al pubblico prevista per la prossima settimana, lo Sportello di Conciliazione del Rumore e il Comitato 45 Decibel lanciano un appello formale al sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, chiedendo al Consiglio comunale il varo immediato di un regolamento di riordino sulle emissioni che metta d’accordo le esigenze delle attività economiche con il diritto al riposo di residenti e turisti.
La mobilitazione coincide con un traguardo importante per il sodalizio, nato nel 2016 da un protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale, i comitati di quartiere e il mondo del volontariato. In dieci anni di attività, questa esperienza di cittadinanza attiva ha lavorato per dirimere pacificamente i conflitti legati al rumore, promuovendo anche campagne di respiro regionale come “L’ora del controllo del rumore”, che ha unito le polizie locali di mezza Sardegna nel monitoraggio degli scarichi di auto e moto. Una presenza, quella dello Sportello, diventata strutturale soprattutto nei mesi caldi grazie a un servizio di volontariato che supporta i cittadini nell’orientarsi tra le normative e nel presentare esposti formali agli organi di controllo.
Ora, alle porte della stagione turistica, i comitati chiedono di aggiornare la vecchia delibera del 2021 e di riscrivere le regole per gli artisti di strada, partendo da paletti molto rigidi. La proposta punta a vietare qualsiasi tipo di amplificazione nel cuore antico della città, caratterizzato da una conformazione urbanistica fragile, consentendo solo l’uso di strumenti a corda non amplificati, sulla falsariga di un’ordinanza sindacale del 2005. Tra le richieste sul tavolo ci sono anche il rispetto rigoroso della fascia di silenzio nel primo pomeriggio e l’applicazione severa del limite di un’ora per le esibizioni nello stesso posto, con l’obbligo per i musicisti di spostarsi di almeno cento metri per la performance successiva. Regole chiare e controlli puntuali: questa la ricetta presentata a Piazza Municipio per blindare la qualità della vita urbana.


















