Insularità, l’affondo di Tedde: «Il principio in Costituzione resta una scatola vuota»

L'esponente di Forza Italia scuote la politica: «La Sardegna perde 9 miliardi l'anno. È ora di un confronto a muso duro con il Governo per riempire di contenuti l'articolo 119».

Una vittoria storica sulla carta, ma un fallimento nei fatti. È questo il bilancio tracciato da Marco Tedde sull’inserimento del principio di insularità nella Costituzione italiana. A quattro anni dalla riforma dell’articolo 119, l’esponente di Forza Italia lancia un monito severo: senza misure concrete su trasporti, energia e infrastrutture, il riconoscimento delle peculiarità isolane rischia di rimanere un esercizio di stile legislativo privo di efficacia per i cittadini sardi.

I numeri citati dall’ex sindaco di Alghero descrivono una realtà drammatica: lo svantaggio geografico pesa sull’economia regionale per circa 9 miliardi di euro l’anno, una cifra che si traduce in una “tassa occulta” di 5.700 euro per ogni singolo abitante. «Oggi lo Stato riconosce formalmente le nostre difficoltà, ma il principio è rimasto lettera morta», attacca Tedde, sottolineando come sia urgente dare consistenza politica a un impegno che finora non ha prodotto i risultati sperati nonostante l’iniziale spinta trasversale di tutte le forze produttive e intellettuali dell’Isola.

Il richiamo di Tedde è un invito alla mobilitazione generale che parta proprio dalla giornata della Liberazione per “liberare” la Sardegna dal giogo dell’isolamento. La proposta è quella di un confronto serrato e immediato con sindacati e categorie produttive per presentare allo Stato un pacchetto di soluzioni tecniche e incentivi non più rinviabili.

“È arrivato il momento di brandire le prerogative del nostro Statuto e confrontarsi, se occorre anche a muso duro, con il Governo nazionale. Dobbiamo dare un perimetro di azione a un impegno pluriennale che oggi è solo un guscio vuoto.”

Secondo Tedde, deve essere proprio Forza Italia a intestarsi questa battaglia a livello nazionale, trasformando un principio costituzionale “sacro” in realtà quotidiana. La priorità assoluta resta l’abbattimento dei costi della continuità territoriale e il livellamento dei prezzi energetici, pilastri fondamentali per permettere alla Sardegna di competere ad armi pari con il resto del Paese. «Non servono più analisi, serve l’efficacia», conclude l’esponente azzurro, sollecitando tempi brevissimi per le proposte da inviare a Roma.

25 Aprile 2026