“Affitti brevi? Solo il capro espiatorio”: Di Gangi smonta la tesi di Bamonti sulla crisi delle case ad Alghero
Il Responsabile Turismo di Fratelli d’Italia replica a Bamonti e chiede un osservatorio locale e incentivi fiscali per le locazioni a lungo termine
Il dibattito sull’emergenza abitativa ad Alghero si accende dopo l’appello del consigliere comunale Alberto Bamonti. A intervenire con decisione è Marco Di Gangi, Responsabile del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna, che pur riconoscendo la criticità del problema, rigetta la narrazione che vede negli affitti brevi il principale colpevole del depopolamento della città.
Secondo Di Gangi, l’analisi di Bamonti, pur partendo da un problema reale, rischia di essere fuorviante. “Ridurre la crisi abitativa di Alghero alla crescita degli affitti brevi è una semplificazione che non aiuta a risolvere il problema” , afferma l’esponente di FdI, definendo tale impostazione come “una narrazione efficace sul piano comunicativo, ma debole sul piano dell’analisi”.
La carenza di alloggi per i residenti sarebbe, secondo Di Gangi, il risultato di un “intreccio di fattori” ben più profondo: la mancanza di politiche abitative strutturate, l’assenza di pianificazione urbanistica e la fragilità di un mercato regolato per i lunghi periodi.
Il comunicato punta il dito contro le criticità sistemiche che spingono i proprietari verso il mercato turistico. Scaricare le colpe su chi possiede un immobile, chiedendo una sorta di “moral suasion”, ignorerebbe le difficoltà reali di chi affitta stabilmente in Italia: “tempi lunghi di rilascio degli immobili, difficoltà nel recupero dei canoni non pagati, rigidità contrattuali e una fiscalità che spesso non premia la locazione stabile”. In questo scenario, l’affitto breve non sarebbe la causa, bensì “una delle conseguenze di un sistema che non funziona”.
Di Gangi mette in guardia contro interventi restrittivi che comprimono il diritto di proprietà, citando i casi di Firenze, Venezia e della Regione Toscana. Si tratta di misure che, a suo avviso, hanno sollevato dubbi di legittimità “senza peraltro risolvere in modo strutturale il problema dell’accesso alla casa”. Se si vuole affrontare seriamente la questione, secondo Di Gangi, occorre cambiare prospettiva partendo da “dati certi e trasparenti, non percezioni o impressioni”.
“Se davvero vogliamo affrontare seriamente la questione, occorre cambiare prospettiva: servono dati certi e trasparenti, non percezioni o impressioni;
serve un osservatorio locale sul mercato abitativo, che distingua tra domanda reale, offerta disponibile e utilizzi degli immobili; servono incentivi concreti e strutturali per chi affitta a lungo termine (fiscali, assicurativi, garanzie contro la morosità); serve un’azione forte contro l’abusivismo, che altera il mercato e crea concorrenza sleale; serve, soprattutto, una visione urbanistica e sociale che riporti residenti nei quartieri, non con appelli, ma con politiche” prosegue l’esponente di FdI.
“Alghero non rischia di morire per colpa di chi fa impresa nel turismo, ma rischia di impoverirsi se non si governano i processi. Il turismo è una risorsa, non un nemico. Va regolato, integrato, indirizzato. L’alternativa non è tra “case ai turisti” o “case ai residenti”. L’alternativa è tra una città governata e una città lasciata alle dinamiche spontanee. E la responsabilità, prima ancora che dei singoli proprietari, è della politica” conclude Di Gangi.
















