Sanità, Mulas rompe il silenzio: «Così la Regione svuota l’Ospedale Marino»

Il Presidente della Commissione Sanità attacca il passaggio alla ASL e il blocco delle sale operatorie: «L'eccellenza ortopedica di Alghero è stata declassata a ruota di scorta del sistema».

Il silenzio calato sul futuro dell’Ospedale Marino di Alghero viene interrotto dalla dura presa di posizione di Christian Mulas, presidente della Commissione consiliare alla Sanità. Secondo l’esponente politico, è giunto il momento di svelare una realtà che né la politica regionale né l’ASL avrebbero finora esplicitato chiaramente al territorio: l’identità e la funzione dello storico presidio ortopedico sono state radicalmente stravolte da decisioni assunte ai piani alti.

Mulas punta il dito contro quello che definisce un declassamento sistematico, iniziato con il passaggio gestionale dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria alla ASL. Quello che doveva essere un semplice cambio amministrativo si starebbe rivelando, nei fatti, l’atto politico che trasforma un polo d’eccellenza in una sorta di struttura “copri-buco”, utile solo a tamponare le falle organizzative generate altrove.

I segnali di questo svuotamento sarebbero ormai evidenti e numerosi. Dal trasferimento del SerD allo spostamento della Neurologia, fino alle incertezze che gravano sulla Diabetologia, si starebbe delineando una progressiva fuga dei reparti strategici. A questo si aggiunge il paradosso delle due sale operatorie già finanziate ma rimaste inutilizzate, un blocco che pesa drammaticamente sulle liste d’attesa dei cittadini. Persino la gestione dei dati informatici tra le due aziende sanitarie sembra essere rimasta al palo, creando disservizi che gravano sulle spalle dei pazienti e di un personale sanitario già sottoposto a pressioni insostenibili.

La preoccupazione riguarda anche il cosiddetto “piano delle suore”, che per la Commissione Sanità deve restare vincolato alla medicina sportiva per non tradire definitivamente la vocazione specialistica del Marino. In questo scenario di incertezza, anche questioni apparentemente minori come la gestione dei parcheggi diventano fondamentali, poiché rappresentano una forma di rispetto necessaria verso i pazienti e le loro famiglie. Mulas conclude chiedendo trasparenza e un piano di rilancio reale, opponendosi a decisioni calate dall’alto che minano il futuro della sanità pubblica locale.

16 Febbraio 2026