“Le istituzioni non sono un palcoscenico social”

Tra assenze strategiche e commissioni improvvisate, la politica ad Alghero diventa un accessorio della comunicazione: Ferrara (M5S) richiama al rigore.

Le istituzioni non sono un accessorio della comunicazione, sono una cosa seria». Non usa giri di parole Roberto Ferrara, rappresentante del Movimento 5 Stelle (Gruppo Territoriale Alghero, Ittiri, Olmedo, Ozieri), per denunciare quella che definisce una vera e propria «deriva democratica» all’interno delle commissioni consiliari. Al centro della polemica finisce la gestione della IV Commissione, indicata come l’esempio lampante di un metodo di lavoro che starebbe ostacolando il ruolo ispettivo e di controllo dei consiglieri.

Secondo Ferrara, nelle ultime settimane si sarebbero moltiplicate procedure che rendono impossibile un approfondimento reale dei temi trattati. «Ci troviamo di fronte a ordini del giorno generici, documentazione assente e tempi ridicoli per studiare le pratiche – spiega l’esponente pentastellato –. Programmare i lavori e assicurare un congruo anticipo è un dovere istituzionale del Presidente, non un optional. Invece, assistiamo a convocazioni “a sorpresa”, fissate persino quando i relatori sono indisponibili o all’estero».

Il comunicato di Ferrara tocca un punto dolente: il contrasto tra l’attivismo virtuale e l’effettiva presenza nelle sedi istituzionali. «Ci sono consiglieri che sacrificano il tempo personale per studiare gli atti e altri che, numeri alla mano, dimostrano un approccio ben diverso: assenze frequenti, comparsate iniziali e uscite strategiche per evitare il voto», attacca Ferrara.

Il riferimento, pur senza nomi diretti, è chiaramente rivolto a chi privilegia la visibilità mediatica rispetto al lavoro d’aula: «Un consigliere presente sui social ma assente in aula, che chiede impegno agli altri senza praticarlo in prima persona, non serve le istituzioni: le usa».

Per il Movimento 5 Stelle, il rischio è lo svuotamento del ruolo della Commissione, che da luogo di confronto e miglioramento delle delibere si trasforma in un passaggio puramente formale. «Quando questo meccanismo viene meno – conclude Ferrara – le conseguenze ricadono su tutti: i cittadini perdono il controllo democratico e l’Amministrazione rinuncia a un confronto qualificato. Chi non è disposto a rispettare le istituzioni dovrebbe avere la decenza di smettere di usarle».

28 Gennaio 2026